[tratto da Il Messaggero - Cronaca di Roma di Venerdì 29 Agosto 2014]
 
a cura di Camilla Mozzetti
 
C'è chi ne approfitta solo per migliorare la propria preparazione, per colmare quelle piccole lacune che possono annidarsi anche nelle migliori carriere scolastiche. Ma c'è anche chi, tra gli studenti liceali rimandati a settembre in una o più materie, fa ricorso alle lezioni private perché la scuola non riesce a garantirgli le ore di recupero previste dalla legge.

Si scrive insegnamento pubblico, ma quando di mezzo ci si mettono i costi extra per i corsi di recupero estivi, la storia cambia. Sicché le famiglie si trovano a dover aggiungere un'altra voce di spesa a quel contributo volontario che ogni anno devolvono agli istituti superiori, dal momento che i finanziamenti ministeriali - e quindi statali - non bastano per coprire le esigenze della scuola pubblica. Sono le lezioni private, pagate la maggior parte delle volte a nero, che quest'estate hanno rappresentato, più che negli anni passati, l'altra faccia delle vacanze per i liceali di Roma.

Non si parla, infatti, solo di qualche famiglia, giacché gli scrutini dell'ultimo anno scolastico hanno evidenziato, sulla Capitale, un aumento del 2% degli studenti sospesi. Di quelli cioè che saranno chiamati a recuperare il debito in greco, latino, matematica, fisica e in altre materie per non ripetere l'anno scolastico. I numeri variano da istituto a istituto, con un'incidenza maggiore registrata nei licei e per le materie d'indirizzo. Poco più di 80 sono stati gli studenti sospesi al liceo classico Giulio Cesare, 160 quelli dell'Albertelli, un centinaio allo scientifico Pasteur.

I FINANZIAMENTI
Una volta c'era il fondo dell'Istituzione scolastica, il salvadanaio per tutte le attività didattiche ed extradidattiche coperte dai finanziamenti erogati dal ministero dell'Istruzione di viale Trastevere. Poi sono arrivati i tagli e le tante spending review, alla scuola sono rimaste le briciole.

Pure il fondo per il miglioramento dell'offerta formativa (Mof) è andato via via assottigliandosi. Nel 2011 i fondi per le scuole di Roma e provincia erano di 150milioni di euro, dopo solo due anni, nel 2013, erano scesi a 45milioni. «Negli ultimi cinque anni i finanziamenti alle scuole di Roma - spiega il vicepresidente dell'Associazione nazionale presidi, Mario Rusconi - sono crollati del 40%».

E pensare che vent'anni fa la situazione era un'altra. Nel 1992 le scuole ricevono l'obbligo, su apposita ordinanza ministeriale, di effettuare i corsi di recupero durante l'anno scolastico per non lasciare studenti indietro e combattere le bocciature. L'ex ministro della pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, nel 2007, impone di effettuare 15 ore di lezioni per gli studenti che, pur avendo ottenuto la promozione, devono recuperare i debiti prima di settembre.

«All'inizio i contributi erogati erano sufficienti a coprire le ore di lezione extra», ricorda la dirigente scolastica del liceo Classico Mamiani, Tiziana Sallusti. Cifre non da capogiro, ma comunque sufficienti a coprire la domanda di lezioni extrascolastiche. «Fino al 2010 - conclude la Sallusti - le scuole di Roma riuscivano a ricevere circa 35mila euro l'anno, al Mamiani, invece, i fondi disponibili per l'attività 2013/2014 sono 11mila euro».

LE LEZIONI
E il risultato è che quest'anno il 70% delle scuole romane non ha potuto coprire le 15 ore di lezione per il recupero degli studenti. In assenza di sufficienti risorse, infatti, non si possono neanche pagare i professori, che percepiscono per un'ora di lezione di recupero, fuori dall'orario scolastico, un massimo di 50 euro. Chi ha potuto, tra i licei della Capitale, ha attinto ai fondi d'istituto, quel plafond che serve per coprire le spese correnti di una scuola.

Altre scuole hanno usato il contributo volontario delle famiglie, che può oscillare ogni anno dai 50 a 150 euro per studente. Inoltre, tantissimi istituti, per non disattendere la norma ordinatoria sui corsi di recupero, hanno effettuato le lezioni la settimana precedente alla chiusura delle scuole, obbligando poi gli studenti a studiare comunque privatamente durante l'estate in vista di settembre. «Un meccanismo sbagliato perché compiere i recuperi a giugno non aiuta l'alunno a colmare il deficit che ha in quella materia - conclude Rusconi - ma che viene usato dalle scuole per difendersi dall'assenza dei finanziamenti statali».

I PRIVATISTI
La prossima settimana oltre 3mila liceali dovranno sostenere le verifiche che, pur dovendosi compiere entro il 31 agosto, non vengono mai svolte prima di settembre. E per ottenere la sufficienza, oltre il 50% dei sospesi ha pagato di tasca propria delle lezioni private. In media, fa di conto Skuola.net ma anche il Codacons, uno studente su due ha compiuto oltre venti ore di lezione da professori in pensione o a casa di quelli precari con una spesa non inferiore ai 400 euro. Le materie più gettonate sono state greco, matematica, latino e fisica.