[tratto da La Repubblica di Venerdì 22 Agosto 2014, Cronaca, p. III]


a cura di Sara Grattoggi


L'INIZIATIVA / SI ALLARGA L'ESPERIMENTO PILOTA DI TRE ISTITUTI

In alcune scuole, come l'artistico Argan o l'istituto di via Sarandì, stanno già soppiantando i vecchi libri di testo, per la gioia dei portafogli dei genitori e la soddisfazione degli alunni. Sono i testi scolastici fai-da-te, scritti dagli insegnanti e modellati sulle esigenze dei ragazzi, cartacei o digitali e scaricabili da Internet. Con la circolare del 9 aprile scorso, il ministero dell'Istruzione ha fatto cadere ogni obbligo di adozione e dato il via libera ai libri autoprodotti. A partire dall'anno scolastico 2014-2015, insomma, gli istituti «possono elaborare il materiale didattico digitale per specifiche discipline da utilizzare come libri di testo e strumenti didattici». Il materiale dovrà essere registrato con licenza che consenta la condivisione e la distribuzione gratuita e inviata entro fine anno al Miur per essere messo a disposizione di tutte le scuole statali.

Una "rivoluzione" già cominciata dal basso, e cioè dalle scuole, quattro anni fa, con l'esperimento "Book in progress" del liceo Maiorana di Brindisi. Diventata oggi scuola capofila di una rete che unisce, nel nome dell'autoproduzione e della condivisione (ma anche del risparmio per le famiglie), circa 200 scuole in Italia. A Roma ne fanno parte l'istituto di via Sarandì, il liceo Labriola e l'Argan, che da quest'anno sarà responsabile della produzione del materiale didattico per la storia dell'arte, che poi verrà utilizzato da tutte le scuole della rete. «L'esperienza del "Book in progress" sta avendo un enorme successo — spiega la preside, Anna Messinese — Docenti e studenti collaborano alla produzione del materiale, perché la vera sfida è tradurre i concetti in un linguaggio semplice per i ragazzi. Siamo partiti poco a poco, dalle materie di area comune come italiano, matematica, inglese, e da quest'anno saremo capofila, invece, per la storia dell'arte».

Dopo la circolare del ministero che ha sdoganato i libri fai-da-te, anche altre scuole però hanno intenzione di avviare sperimentazioni. «Ci vorrà un po' di tempo per organizzarci, ma l'idea è vincente — commenta Flavia De Vincenzi, dirigente del Pirelli, dove da settembre ogni insegnante avrà un proprio blog per comunicare con famiglie e alunni — Avevamo già sperimentato la produzione di dispense per il serale e per alcune prime e il nuovo orientamento del Miur ci incoraggia ora a andare avanti». Certo, riflette però Mario Rusconi, a capo dell'Associazione nazionale presidi romana, «è difficile che un'esperienza del genere si diffonda in tutte le scuole finché non ci saranno incentivi, economici o di carriera, per i docenti coinvolti ».