Martedì 19 Novembre 2013 Leggo p. 5

di Lorena Loiacono

 ROMA - Addio muretto di fronte al cancello della scuola, oggi i compagni di classe si incontrano online. Ed è sul web che passano compiti, appuntamenti e avvisi importanti. 
Per la generazione dei social network, infatti, non poteva mancare il gruppo Facebook o WhatsApp interamente formato da una classe, a volte docenti compresi. L'abitudine sta prendendo piede nelle scuole italiane e piace anche ai prof che, con un click, sono sicuri che il loro messaggio arrivi a tutti gli studenti, anche quelli che in classe generalmente si distraggono ma che non si perderebbero mai un messaggino sullo smartphone. A rilevare il fenomeno, segno dei tempi che cambiano, è il sito Skuola.net che, intervistando 4486 studenti, assicura che due ragazzi su tre hanno una classe virtuale e nel 5% dei casi a far parte del gruppo ci sono anche i docenti. Dato non trascurabile visto che messaggini del tipo “domani compito in classe” o “interrogo su tutto il programma” saranno sempre in agguato.
Ma nella classe virtuale c'è posto anche per lo studio: oltre il 40% degli intervistati ammette infatti di chiedere aiuto per i compiti nelle bacheche virtuali, lasciando nel dimenticatoio i pomeriggi a studiare in compagnia per tradurre insieme la versione di latino o per risolvere i problemi di geometria. Si lancia la domanda online e le risposte di sicuro non mancheranno, appunti compresi. Solo il 5% infatti si vede di persona per ripassare insieme. E non manca quel 2,5% che, tramite i gruppi di classe, si organizza con i compagni per marinare la scuola.
Attenzione ai furbetti però, visto che in classe in molti casi c'è l'occhio vigile del registro elettronico pronto a comunicare ai genitori le assenze degli studenti in tempo reale. «I dati di Skuola.net – spiega Mario Rusconi, vicepresidente dell'Associazione nazionale dei presidi italiani – confermano che l'uso del web è come la lama di un coltello, basta saperlo usare per mangiare e non per ferire: ben venga quindi lo studio con i consigli online, altra cosa le offese che diventano mobbing tra studenti. La tecnologia deve far parte della scuola, è il futuro dei nostri ragazzi». E la scuola digitale infatti entra, seppur a singhiozzo, nelle famiglie italiane. Nelle classi reali la rivoluzione digitale fatica a prendere piede – spiega Daniele Grassucci, responsabile di Skuola.net – visto che l'86% degli studenti afferma di non aver comperato per quest'anno neanche un e-book scolastico contro un misero 7% che assicura di averne più di tre. In compenso, fuori dalle mura scolastiche la tecnologia è utilizzata molto dai ragazzi: il 66% usa un pc per studiare e approfondire i temi trattati in classe, il 18% usa uno smartphone e il 6% il tablet. Appena il 9% dei ragazzi italiani resta alla tradizionale enciclopedia cartacea». Per scelta o, forse, per necessità.