art. 1 commi 21 – 22 e 23 del decreto legge 13 agosto 2011 n. 138
 
Un'altra mazzata si abbatte sulla previdenza del personale della scuola
 
di * Giuliano Coan
 
 
 
La pensione – finestra unica
 
Come un’arma puntata per un’ulteriore esecuzione, la manovra sulla previdenza vede nel suo mirino il personale della scuola.
Novità non certo piacevole è lo slittamento di un anno dei pensionamenti previsto dall’art.1comma 21 del nuovo decreto legge pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 188 del 13 agosto 2011.
Si tratta dell'applicazione in modo peggiore della norma introdotta lo scorso anno per tutto il pubblico impiego della finestra fissa di 12 mesi.

Ne era stato escluso il personale della scuola per l'inapplicabilità della finestra fissa senza creare disagio e difficoltà al servizio scolastico.

Il comma 9 dell'art. 59 della legge 449/97 è modificato con l'aggiunta delle parole "dell'anno successivo", perciò ora recita così: Per il personale del comparto scuola resta fermo, ai fini dell'accesso al trattamento pensionistico, che la cessazione dal servizio ha effetto dalla data di inizio dell'anno scolastico e accademico dell’anno successivo, con decorrenza dalla stessa data del relativo trattamento economico nel caso di prevista maturazione del requisito entro il 31 dicembre dell'anno.

 
Pertanto ipotizzando un lavoratore che maturi il diritto a gennaio 2012 l’attesa è di 19 mesi (settembre 2013) rispetto agli altri dipendenti pubblici che resta fissa a 12 mesi.
 
Sono interessati i soggetti i che maturano i requisiti per il pensionamento a decorrere dal 01.01.2012.
 
L’estensione del meccanismo rigido di uscita alla scuola non riguarda chi ha maturato il diritto alla pensione entro il 31.12.2011.
 
 
La indennità di buonuscita/tfr
 
Rinvio di due anni del pagamento della buonuscita per i lavoratori pubblici, scuola compresa, che scelgono il pensionamento anticipato. Infatti, il comma 22 sempre dell’art. 1 del decreto in parola sancisce:
“ Con effetto dal 1° gennaio 2012 e con riferimento ai soggetti che maturano i requisiti per il
pensionamento a decorrere dalla predetta data all’articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito con modificazioni con legge 28 maggio 1997, n. 140, sono apportate le seguenti modifiche: al comma 2 le parole “decorsi sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro.”
sono sostituite dalle seguenti: decorsi ventiquattro mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro e,
nei casi di cessazione dal servizio per raggiungimento dei limiti di età o di servizio previsti dagli ordinamenti di appartenenza, per collocamento a riposo d'ufficio a causa del raggiungimento dell'anzianità massima di servizio prevista dalle norme di legge o di regolamento applicabili nell'amministrazione, decorsi sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro.”


art. 23 “Resta ferma l’applicazione della disciplina vigente prima dell’entrata in vigore del comma 22 per i soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento entro il 31 dicembre 2011.”
 
Come si evince non sussistono problemi per i lavoratori ancorchè in servizio e che maturano il diritto al pensionamento entro l’anno in corso.
 
Mentre il dirigente che matura i requisiti dal 2012 e nell’ipotesi di cessazione non rientrante nei casi previsti dalla modifica, percepirà la indennità di buonuscita nella sua interezza dopo 4 anni. ( blocco di 2 anni + rateazione triennale se supera i 90.000 euro)
Un ulteriore slittamento, infine, subisce il pagamento della buonuscita.
Riguarda le cessazioni posteriori al 31/12/2011.
Sarà corrisposta la liquidazione dopo sei mesi, dai tre attuali, per quanti vanno in pensione per limite di età o di servizio e dopo due anni se il dipendente va via per dimissioni o decadenza.
Non resta che sperare in una revisione del decreto in parola in sede di conversione in legge, che continua a colpire inesorabilmente il personale con un’ennesima manovra penalizzante ai limiti della dignità del lavoratore.
 
16 agosto 2011
*esperto previdenzialista