Autostima

[a cura di Conti Paolo]

Tra ritmi frenetici e competizione non sappiamo chiedere aiuto La chiave per superare la vergogna dei fallimenti? Ammetterli Le paure Stiamo quasi tornando indietro, le diversità generano paure

«Lo psicologo non è un guaritore né un mago. È un professionista che può aiutare la persona che ha di fronte, con uno scambio e un confronto aperto, ad aprire nuovi canali mentali. E spesso a trovare il tesoro che tanti non sanno di possedere? Noi possiamo dire, guardando da fuori: ?Eccolo lì, il tuo tesoro!?. Ma non è merito nostro, già esisteva».Emanuela Perri, psicologa e psicoterapeuta, è il segretario generale della Sipap, Società italiana psicologi area professionale, che ha organizzato in 120 città con 500 professionisti iscritti il «Mese del benessere psicologico», offrendo seminari e incontri gratuiti per individuare e comprendere le ragioni di possibili malesseri psicologici. Soprattutto per conoscere meglio se stessi Numerose (ovvie) richieste sui sentimenti (coppia e famiglia). Ma anche molta insistenza sull?autostima, sul nodo dell?assertività, sulla consapevolezza di sé. Perché, dottoressa? «I fattori sono tanti. Viviamo immersi in una società frenetica, competitiva, che chiede il massimo senza offrire strumenti per affrontare la sfida. Di qui una percezione sempre più diffusa di inadeguatezza, di incapacità di farcela. Infatti insistiamo continuamente, come associazione, sulla necessità di cominciare il lavoro nelle scuole, sia sui ragazzi che abbiano problematiche che sugli insegnanti, impegnati in un lavoro di sostegno alla crescita dei giovani sempre più difficile. Individuare un bisogno di aiuto nell?adolescenza significa favorire l?approdo a una maturità più equilibrata e consapevole». Ammettere di non riuscire a farcela è difficile. Chi è più capace, gli uomini o le donne? «Le donne, nella media, sono più consapevoli, più in grado di ammettere con se stesse cosa sta accadendo, e quindi reagiscono ponendo domande. Gli uomini hanno probabilmente maggiore difficoltà. Ma quando capiscono, sono molto collaborativi». Il nodo dell?autostima, spiega la dottoressa Perri, può condurre a esiti drammatici: «Il suicidio di tanti imprenditori è spiegabile anche in quella chiave, cioè nella sensazione di una profonda inadeguatezza verso se stessi, verso i dipendenti coinvolti in un fallimento, verso la stessa società». Un suggerimento per chi si dovesse trovare in questa condizione? «Accettare il proprio stato, ammetterlo senza vergogna, mettere nel conto che tutti noi abbiamo limiti . In poche parole: sapersi ascoltare e fidarsi di ciò che viene da se stessi. E poi cercare un sostegno per risolvere il punto. Se si è coscienti di una difficoltà, la via della guarigione è già imboccata».Il «Mese del benessere psicologico» (calendario su www.sipap.it ) ha successo soprattutto tra le donne (+75% dei partecipanti) e nella fascia di età 35-45 anni (55,3% delle adesioni). Prevedibile interesse per le dinamiche familiari (14,2%) e di coppia (9,8%). Ma c?è, appunto, molta richiesta per la consapevolezza di sé (11,8%), per l?autostima e l?assertività (8,6%), per la gestione delle emozioni (8,8%). Materia che deriva chiaramente dal lavoro, poiché il 61% dei partecipanti ai seminari ha un?occupazione. Insomma, conosci te stesso e ti troverai bene. Conferma il presidente della Sipap, Pierluigi Policastro, anche lui psicologo e psicoterapeuta: «Quando parliamo di mancanza di autostima indichiamo quasi sempre una scarsa conoscenza del funzionamento di noi stessi che aumenta l?insicurezza. E così spesso si finisce col delegare la soluzione a risposte esterne messianiche, capaci di modificare la nostra vita».Proprio da qui parte, secondo Policastro, la proposta del «Mese del benessere»: «Siamo professionisti che vogliono recuperare la loro funzione sociale e mettere a disposizione un contributo alla coesione sociale, alla convivenza civile, alla capacità di integrare le diversità. Stiamo quasi tornando indietro, le diversità che ci circondano producono paure e insicurezze, danno corpo a fantasmi. Per questa ragione la cura psicologica di se stessi diventa importante. Quante volte sentiamo, di fronte a fatti estremi di cronaca, che i protagonisti erano persone miti, tranquille, educate come noi? La nostra è una proposta culturale che non si limita alla cura del sintomo».Ma il denaro (luogo comune finale) regala la felicità? «Aiuta, certo. Ma non c?è immediato automatismo. Vivere rappacificati con se stessi, con un fecondo ed equilibrato scambio relazionale con gli altri, quello, sì, è un bene che non ha prezzo».© RIPRODUZIONE RISERVATAI motivi di sofferenza d’Arco Dinamiche familiari Gestione delle emozioni 14,2% Dinamiche di coppia 9,8% Consapevolezza di sé 11,8% Benessere psicologico 10,9% 8,8%

[tratto dal Corriere della Sera di Domenica 19 Ottobre 2014, p. 25]