CASI PROFESSIONALI

                                                                                                                                                                                                       a cura di Antonello Giannelli e Daniela Giovannini



Il caso professionale illustrato in questo articolo e cioè l’adozione del registro elettronico nelle scuole con il connesso obbligo di rendere pubblici ed accessibili tutti i dati, pone degli interessanti interrogativi sul livello di accettabilità riguardante l’educazione alla legalità. presente nel nostro Paese  

Ma veniamo ai fatti.

Nell’istituto XY , dove è in uso il registro elettronico, i docenti chiedono alla dirigente di rendere accessibili ai genitori solo i voti quadrimestrali degli studenti , motivando tale richiesta principalmente con ragioni di natura pedagogica, quali l’esigenza di rispettare l’autonomia degli studenti: i ragazzi devono poter comunicare ai loro genitori i propri esiti scolastici nei tempi e con le modalità che ritengono più opportuni,ecc. ecc.

Risultano fondate   le motivazioni addotte dai docenti e quindi accoglibile la loro richiesta  da parte del dirigente scolastico? ( anche questa volta, prima di leggere il parere dell’esperto, vi invitiamo a formulare voi stessi una risposta ).

Va sottolineato, in primo luogo, che gli insegnanti, sulla base delle loro convinzioni “di natura pedagogica”ipotizzano di poter derogare ad una legge dello Stato (L. 241/90). Sorgono dubbi, infatti , sulla rilevanza che essi attribuiscono agli obblighi di trasparenza nell’attività amministrativa (che comprende, ovviamente, tutti i procedimenti di valutazione degli alunni), del diritto di partecipazione di ogni cittadino (genitori inclusi) a tutti i procedimenti amministrativi che lo riguardano o che riguardano un suo figlio e, ancora, del costituzionale diritto-dovere dei genitori di partecipare al processo di crescita-educazione-istruzione del figlio e di intervenire per tempo in caso di sue difficoltà nello studio. Quest’ultimo, incidentalmente, ha a che fare proprio con quella pedagogia cui si appellano per tagliare fuori i genitori dal “triangolo” discente-docente-tutore. Sarebbe anche interessante capire se hanno informato i genitori  del fatto che hanno cercato di convincere i loro figli a tenerli all’oscuro dei loro risultati intermedi e sapere cosa ne pensano i genitori stessi. Tra l’altro il famoso decreto-legge 95/2012 “spending review” ha introdotto l’obbligo di adottare registri elettronici proprio per facilitare i genitori nel seguire l’andamento didattico dei figli. In ultimo – ma non ultimo – viene da pensare che la vera preoccupazione sia quella di poter registrare le valutazioni quando vogliono (magari due giorni prima dello scrutinio) e non durante tutto il trimestre/quadrimestre. Ma a pensar male si fa peccato….