L'ANP - Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola – ha attivato uno speciale progetto dedicato a quanti intendono riservare alla ricerca scientifica un posto importante nell'offerta formativa delle scuole: la scienza può rappresentare infatti uno strumento d'integrazione tra scuola e territorio, fornire occasioni speciali per l'orientamento e lo sviluppo dell'autonomia scolastica e serie opportunità per valorizzare competenze e professionalità di quanti operano nel mondo della scuola. La scuola, in quanto “centro di ricerca”, dovrebbe essere messa in grado di praticare delle attività laboratoriali che coinvolgano direttamente lo studente, suscitando in esso un desiderio di coltivare interessi e di percorrere sentieri di vita autonomi e responsabili.

Con la collaborazione dell'Accademia internazionale di scienze e tecniche subacquee, Accademia Kronos e dell’Associazione Nazionale degli Insegnanti di Scienze Naturali ANISN, sono stati proposti - nei Musei civici di Storia Naturale di Roma, Genova, Verona e Milano - quattro Seminari di approfondimento delle tematiche relative ai percorsi didattici e scientifici correlati alle teorie evoluzionistiche e alla figura di Charles Darwin, in occasione del bicentenario della sua nascita.

 

Con la supervisione di Franco Giorgi, dell’Università di Pisa e di Ilaria Guaraldi Vinassa de Regny dell’ Associazione Didattica Museale del Museo di Storia Naturale di Milano si sono affrontati temi particolarmente complessi, rendendo la materia particolarmente interessante sotto il profilo didattico-educativo.
Sino alla metà del XIX Secolo la maggior parte dei biologi credeva nella fissità delle specie. Fu Darwin il primo a scoprire il meccanismo che spiega l’evoluzione: la selezione naturale. Grazie a tale intuizione è stato possibile spiegare la formazione di nuove specie a partire da specie preesistenti, cioè il cambiamento evolutivo. Si è poi riusciti a studiare come le caratteristiche morfologiche, fisiologiche e comportamentali degli esseri viventi siano appropriate all’ambiente naturale in cui si trovano, e dunque siano assoggettate ad un progressivo adattamento (Fabio Penati, Museo “Doria” di Genova).
La teoria dell’Evoluzione - teoria dunque e non solo ipotesi evolutiva - è una spiegazione dei meccanismi responsabili dei cambiamenti occorsi nel tempo agli esseri viventi che continua ad accumulare conferme, anche se non esiste una spiegazione scientifica definitiva e assoluta. L’Evoluzione si colloca in un percorso rivoluzionario: il passaggio da uno stato di stabilità culturale a un altro (Nicola Prozzo, ANSAS Molise)
Studiare Darwin e l’evoluzionismo a scuola può rappresentare una ghiotta opportunità per enfatizzare l’idea della comune discendenza, scoprire l’importanza della biodiversità, riconoscere quella scala del tempo su cui agisce l’evoluzione, verificare come l’evoluzione non significhi soltanto mutazione e come l’estinzione non rappresenti affatto un fenomeno marginale all’evoluzione (Laura Agostini, ANISN Verona ).
Si va a scuola da Darwin dunque, per acquisire una mentalità curiosa, critica, capace di tener conto dei fatti, comprendere come funziona il mondo, tenere desta una curiosità innata, valorizzare la componente “democratica” della scienza che abitua al confronto delle idee e alla considerazione dei fatti (Nicola Prozzo).
Ci si esercita a scuola nell’accettare la possibilità del cambiamento e vedere il cambiamento come un’opportunità, piuttosto che una minaccia: questa la sfida e la lezione sottesa all’idea dell’evoluzione (Alessandra Magistrelli, ANISN Roma).
L’evoluzione come derivazione dei viventi da forme vissute sulla terra che si ricollegano a forme più semplici fino ad arrivare a elementi unicellulari e a batteri: una proiezione verso la complessità intesa come caratteristica della materia (Franco Giorgi).
Nel 1923 Benedetto Croce scriveva in proposito: “Non soltanto non vivifica l’intelletto, ma mortifica l’animo il quale chiede alla Storia la nobile visione delle lotte umane e nuovo alimento all’entusiasmo morale, e invece riceve l’immagine di fantastiche origini animalesche e meccaniche dell’umanità e con essa un senso di sconforto, di depressione e quasi di vergogna a trovarci noi discendenti da quegli antenati e sostanzialmente loro simili, nonostante le illusioni e le ipocrisie della civiltà, brutali come loro”. Ma ancora nel 1999 Antonino Zichichi affermava che la teoria dell’evoluzione non rappresenta una scienza galileiana: si rivendica infatti la sussistenza di una particolare forma di evoluzione biologica della specie umana, quella “in grado di decifrare la logica di Colui che ha fatto il mondo”. Come a dire, con Croce, che la natura è soltanto quella scritta dalla Storia dell’uomo. Un bello schiaffo alla Scienza, alla cultura scientifica che inesorabilmente progredisce con i suoi studi e con le teorie: una guerra sempre più ideologica che arriverà addirittura ad ascrivere all’evoluzionismo i profili dell’eugenetica, della selezione naturale, del razzismo (Marco Ferraguti, Università degli Studi di Milano).
In Darwin si può rinvenire invece un personaggio che difende a spada tratta la sua “opinione”, ma riconosce altresì che da sola la selezione non è in grado di spiegare tutto e che attribuisce alla Scienza il ruolo di interprete degli eventi. Un percorso scientifico – a dirla con Facchini, dell’Università di Bologna – in cui l’evoluzione biologica può lasciare spazio anche all’evoluzione spirituale: la discontinuità fenomenologia non può essere rappresentata in Biologia, ma soltanto in Filosofia o in Teologia, mentre appare comunque scorretto spiegare teologicamente i vuoti scientifici.
La teoria Darwiniana infine, grazie soprattutto all’allievo Haeckel, pone le basi per la nascita dell’Ecologia come scienza e dell’ Ambientalismo.
Il degrado ambientale è un deterioramento delle condizioni esterne materiali, sociali, culturali, ecologiche, urbanistiche nell’ambito delle quali si sviluppa, vive e opera un essere umano. Arrecando squilibri nell’ecosistema, può rendere problematica e critica la vita dell’uomo e la stessa sopravvivenza della sua specie: le implicazioni etiche si connettono, oltre che al possibile uso irrazionale delle risorse, ad una cultura dell’ambiente, cioè a una mentalità che ne ispiri rapporti corretti e responsabili. Sotto il profilo dell’erosione della diversità biologica o biodiversità dovuta in particolare alla deforestazione, è riconosciuto quale ricchezza rappresenti l'enorme numero di informazioni genetiche possedute da ciascuna specie, informazioni che costituiscono un patrimonio evolutivo che l'uomo ha la responsabilità di tutelare. Anche in questo campo la giustizia sociale si intreccia in un’etica dello sviluppo con la responsabilità ecologica (Ennio La Malfa, Accademia Kronos).
La diversità della vita sulla terra è costituita dall’insieme degli esseri viventi che popolano il pianeta: nonostante la varietà appaia davvero enorme, la biodiversità è in pericolo perché la velocità di estinzione delle specie che condividono con noi il pianeta è di gran lunga superiore a quella naturale. Nel normale corso della natura le estinzioni sono, infatti, inevitabili ma vengono controbilanciate dalla nascita continua di nuove specie: l’intervento dell’uomo ha invece alterato anche questo equilibrio e oggi la velocità di estinzione in certi casi supera di ben 400 volte quella naturale. Una sfida che l’uomo deve cercare di vincere è quindi il mantenimento della diversità biologica, che possiamo definire come una sorta di assicurazione sulla vita per il nostro pianeta (Francesco Cinelli, Università di Pisa).
Di conseguenza sorge la necessità di una cosciente partecipazione alla conservazione dell'equilibrio generale e del patrimonio naturale: la responsabilità va condivisa a tutti i livelli (singolo individuo, amministrazione locale, regionale, nazionale, comunitaria, mondiale). E' questa un'esigenza fondamentale, riaffermata nel principio di sussidiarietà che vincola dunque nei termini e nei contenuti tutti coloro che sono chiamati a concorrere alla definizione e al successo dell’offerta formativa nelle scuole.
 
L’esperienza intrapresa sul territorio ha evidenziato le grandi risorse e la grande disponibilità offerta al mondo della scuola dai servizi educativi presenti in tutte le strutture museali che ci hanno accolto. Grazie alla presenza di personale altamente qualificato e aggiornato nelle più sofisticate tecniche di comunicazione museale ed ambientale, sembra ormai possibile che tutte le scuole possano affidarvisi per perfezionare quella cultura scientifica espressione della cittadinanza e dell’appartenenza al territorio. Il museo inteso dunque come luogo di testimonianza e di scienza, ma anche come straordinaria opportunità di fare didattica e soprattutto ricerca.
Nel progetto sono state altresì coinvolte le esperienze maturate da quelle strutture espositive in campo zoologico, naturalistico e ambientale che esprimono e rivelano la missione di sensibilizzare ed educare il grande pubblico alla conservazione, alla gestione e all’approccio responsabile delle risorse naturali. Nell’Acquario di Genova, nel Parco di Oltremare di Riccione, nel Parco “Natura Viva” di Pastrengo, nel “Sea Life” di Gardaland è stato dimostrato che è davvero possibile creare situazioni di apprendimento stimolanti e coinvolgenti, che possono rappresentare autentiche opportunità di cultura scientifica.
 
 
 
*Ezio Sina, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ANP Roma