[tratto da Il Sole 24 Ore di Domenica 27 Settembre 2015, p. 27]


Povero Merlo (nel senso di Francesco) nella rassegna stampa Primapagina che tiene in questi giorni su Radio3, nella foga giustificatissima di criticare gli 85 milioni di emendamenti alla riforma del Senato, si è lasciato sfuggire di non aver ben chiaro cosa sia, in generale, un algoritmo. Anzi, ha detto che Calderoli si nasconde dietro cose fumose come gli algoritmi! Specchio della (non) cultura degli intellettuali di questo nostro Paese: finissimi e brillantissimi costruttori di discorsi, venerati per il loro virtuosismo linguistico e per i loro collegamenti coi più raffinati testi letterari, incespicanti non appena si palesa ai loro occhi anche il più banale (e pervasivo) dei concetti matematici.