Per scoraggiare l'accesso alla pensione anticipata ai lavoratori che non hanno compiuto il 62° anno di età, la Riforma Fornero ha introdotto un sistema di disincentivi che colpiscono l'importo della rendita previdenziale.

La penalizzazione consiste nel taglio dell'1-2% delle quote retributive della pensione per ciascun anno di anticipo rispetto al 62° anno di età.

Queste persone sono nella stragrande maggioranza donne poiché l'anzianità contributiva loro richiesta è più bassa di un anno rispetto agli uomini e quindi già dalla metà del 2012 le prime lavoratrici avevano raggiunto il requisito contributivo per conseguire l'uscita.

Questo sistema di disincentivi è stato tuttavia oggetto di diversi interventi legislativi nel corso del tempo che hanno, da ultimo, congelato l'applicazione della riduzione sino al 31 dicembre 2017 (articolo 1, comma 113 della legge 190/2014), ma il legislatore non aveva ritenuto di rimediare alla situazione di coloro che nei tre anni precedenti erano

andati in pensione.

Con l'attuale legge di stabilità si chiude questo capitolo eliminando le penalizzazioni dal 1° gennaio 2016, senza però corrispondere gli arretrati per gli anni precedenti.

Gli assegni che tra il 2012 e il 2014 hanno visto l'applicazione delle riduzioni sulle quote retributive guadagneranno diverse centinaia di euro l'anno a seconda dei casi.

In linea di massima un lavoratore uscito nel 2014 a 58 anni (6% di penalità) con un assegno medio di 2.500 euro al mese lordi vedrà crescere la propria pensione di circa 170 lordi euro al mese, poco più di 100 euro al mese netti considerando il fattore fiscale.

Insomma cifre non da poco. Naturalmente più tardi si è usciti dal mondo del lavoro, meno intensa è stata la penalizzazione applicata e minori saranno quindi gli effetti positivi sulla pensione dal 2016.

Gli interessati dovranno necessariamente vigilare ed attendere la riliquidazione della pensione e le relative indicazioni operative a cura dell’Inps e procedere al conseguente controllo della nuova determinazione.

29.12.2015

a cura di Giuliano Coan

(Consulente in diritto previdenziale e docente in materia. Autore di studi e pubblicazioni)