di ORBILIUS
 
“Il mondo è bello perché è vario!” dicevano i nostri vecchi. Sì, ma quella varietà riguardava differenze, gamme di colori, alternative, espresse in modo netto ma pacato. Non scadeva quasi mai nell’aggressività gratuita verso l’altro o nell’incongruenza pur di svillaneggiarlo (senza rendersi conto …… di farsi del male!).
Adesso assistiamo, invece, all’autolesionismo di categoria pur di dimostrare che “l’altro” (appartenente alla nostra stessa categoria) sta sbagliando, anche se il suo sbaglio …… ci appartiene!
Usciamo dall’arcano. Su di un sito riguardante alcune scuole autonome un preside (anzi, dirigente scolastico!) gioisce per il decreto del giudice di Bologna contrario all’applicazione del “D.Lgvo Brunetta” come attuata da parte di un nostro (molto stimato, aggiungiamo noi) collega. In questo, schierandosi inopinatamente con organizzazioni non particolarmente benevole verso i dirigenti e oscurando persino la propria appartenenza ad un minisindacato di categoria che rivendica in modo roboante il ruolo della dirigenza attraverso mail dilaganti sui nostri PC. E giù ironie, sarcasmo, malmostosità contro il collega, scagliandosi ossessivamente contro i formatori ANP (indicati per nome al pubblico ludibrio), soprattutto contro l’ANP.
Dimenticando, però, che altre, fortunatamente sempre più frequenti, pronunce di Tribunali del lavoro danno ragione alle nostre interpretazioni e che la stessa Funzione Pubblica ha confermato quanto da noi già previsto.
Così facendo quel preside (anzi, dirigente scolastico!) dimentica, forse inconsapevolmente, qual è il ruolo di un dirigente dello stato, che comporta – tra le altre qualità – assunzione di responsabilità, senso di identità professionale e soprattutto - aggiungiamo noi – pacatezza, saggezza, aplomb istituzionale. Inoltre, un po’ di educata compostezza non stonerebbe! Per non parlare, poi, della coerenza logica (che, è noto, o c’è da sempre o non si può acquisire nemmeno in età veneranda).
Ma si sa! I tempi attuali sono caratterizzati da risse mediatiche ed alcuni pensano che solo urlando si possano far passare per ragione le proprie personali irragionevolezze.