Si è tenuto ieri, presso l’USR Lazio, l’incontro per ridiscutere i contratti integrativi regionali dell’area V, relativi agli anni 2013-2016, alla luce di quanto emerso della conferenza di servizi del 4 agosto.

Lo scorso maggio l’Amministrazione aveva presentato un’ipotesi di contratto regionale che, pur condivisibile nel suo impianto, risentiva delle decurtazioni operate a monte dall’Amministrazione centrale per il recupero delle somme distribuite dal 2012 fino al blocco operato a marzo dello scorso anno. A causa di questo recupero imposto dall’Ufficio Centrale di Bilancio le risorse aggiuntive assegnate ai dirigenti dalla Legge 107 per il 2015-16 sono state, di fatto, assorbite.

Nel corso di quell’incontro ANP, così come le altre OO.SS. dell’area V, si è rifiutata di firmare i contratti e l’USR ha proceduto con la redazione di un atto unilaterale. Nei mesi seguenti, però, l’UCB ha fatto dei rilievi agli atti unilaterali – in tutte le regioni d’Italia- negando il visto in ragione di una interpretazione del sistema di calcolo relativo alle quote per la posizione e per il risultato. Il sistema proposto dall’UCB non intacca l’ammontare complessivo ma risultapeggiorativo poiché sposta una parte consistente del salario accessorio dalla posizione al risultato. Di fronte a questa ulteriore ingerenza dell’UCB su una materia contrattuale,in questi mesi ANP è intervenutaa tutti i livelli. Ad agosto una conferenza di servizi (ARAN, MIUR, MEF) ha riconosciuto le ragioni dei dirigenti relativamente al sistema di calcolo della posizione e ha determinato, quindi, la riapertura dei tavoli.

Nell’incontro di ieri, dunque, l’Amministrazione regionale, preso atto degli esiti della conferenza di servizi, ha riproposto i CIR con il sistema di calcolo corretto ma ANP e tutte le OO.SS. hanno confermato la propria opposizione alla decurtazione originaria e ribadito l’indisponibilità a sottoscrivere un contratto in perdita. Il Direttore regionale procederà nuovamente con gli atti unilaterali e, cadute ora le riserve dell’UCB, la posizione sarà correttamente calcolata e l’iter dovrebbe essere relativamente spedito.

I dirigenti del Lazio dovrebbero, nel giro di qualche mese, vedere aggiornata la propria posizione stipendiale. Si tratterà, in molti casi di una perdita del salario accessorio rispetto a quanto percepito prima del blocco del risultato. Al momento della registrazione sarà operato il conguaglio: nessun dirigente dovrà restituire somme e, nella maggioranza dei casi, i colleghi riceveranno gli arretrati di quella parte di salario accessorio bloccato negli ultimi mesi.

Anp ribadisce quanto affermato a maggio: da quattro anni combattiamo contro questa decurtazione in ogni sede – politica, giudiziaria, sindacale – e continueremo a farlo. Non possiamo accettare che le imposizioni del MEF ledano il diritto e la dignità della categoria.