Con i tappi di sughero si costruiscono le case. Un progetto pilota del Liceo scientifico di Lamezia Terme per la bioedilizia

                    

                   La ricerca dei ragazzi del “Galilei” di Lamezia Terme ha conquistato il primo premio al concorso nazionale “Affascinati dalla scienza”       
       

Con i tappi di sughero si possono costruire le case? Sembra di si, visto il successo di un progetto di ricerca dei ragazzi del Liceo Scientifico “Galilei” di Lamezia Terme che hanno conquistato il primo premio al concorso nazionale “Affascinati dalla scienza”. L’ipotesi di lavoro sviluppa un “progetto pilota” nella città calabrese che prevede la raccolta differenziata dei tappi di sughero delle bottiglie di vino da riutilizzare in bioedilizia. Inoltre, il progetto intende favorire la raccolta differenziata dei rifiuti, sviluppare l’industria del riciclo con la raccolta diffusa sul territorio, dare nuovi impulsi alla filiera  per gli innovativi impieghi di edilizia sostenibile, aiutare progetti di utilità sociale e indirettamente sensibilizzare alla tutela delle sugherete italiane, oggi sottoposte all’attività di decortica.

La motivazione del premio ottenuto parla chiaro: “Per l’attenzione ai  problemi di conservazione della natura e sostenibilità ambientale attraverso un progetto volto al riciclo del sughero, che ha coniugato analisi delle problematiche, esperienze di laboratorio, sviluppo di un’idea progettuale e ideazione di una strategia di sensibilizzazione della collettività”, ed è stata ottenuta per la sezione Scienze biologiche ed ambientali. Il concorso, che ha il patrocinio del Ministero dell’università e ricerca (MIUR),  ha visto 5 premiati (su 32 progetti ammessi nelle categorie scienze della terra, chimica, fisica, scienze biologiche  e matematica) di cui 4 provenienti dal Mezzogiorno d’Italia e uno dal Liceo scientifico di Varese.

Un risultato sorprendente per i responsabili Marcello Greco e Lorenza Merzagora che hanno apprezzato i lavori di alto contenuto scientifico e metodologico, per le applicazioni, nonché per la capacità degli studenti di rapportarsi con il territorio e le istituzioni comunicando i risultati della loro ricerca. Presenti nella mattinata della premiazione scienziati come Piera Levi Montalcini, Maurizio Cumo, Giuseppe Macino, Roberto Natalini, Filomena Rocca e Mario Rusconi quali rappresentanti del Miur. A presentare nei giorni scorsi il progetto “Il sughero: frutto di Madre Natura da salvaguardare e non sprecare” di Simone Porchia, Vincenzo Giacobbe e Maria Luigia Mercuri è stata quest’ultima che ha dimostrato decisione e sicurezza nell’esposizione della ricerca. L’ipotesi di lavoro, come detto, sviluppa un “progetto pilota” a Lamezia Terme, di raccolta differenziata dei tappi di sughero delle bottiglie di vino da riutilizzare in bioedilizia. Un progetto, questo, che da esperienza didattica vuole trasformarsi in realtà avendo tutti i requisiti per farlo; ne sono convinti i partner della rete prima di tutto, come l’Associazione Nazionale Città del vino, il Comune di Lamezia Terme e i soggetti che verranno coinvolti, dalle cantine ai wine bar, dalle enoteche ai ristoranti, alle associazioni e la Cooperativa Ciarapani che già opera nella raccolta differenziata.

Nella foto: Saveria Sesto, Marialuigia Mercuri e Marcello Greco

Le finalità che più specificatamente il progetto intende centrare in modo diretto sono: ridurre i rifiuti indifferenziati, sviluppare l’industria del riciclo con la raccolta diffusa sul territorio, dare nuovi impulsi alla filiera  per gli innovativi impieghi di edilizia sostenibile, aiutare progetti di utilità sociale e indirettamente sensibilizzare alla tutela delle sugherete italiane, oggi sottoposte all’attività di decortica. Su quest’ultima parte, il parere di un esperto del settore, Ettore Matarazzo della ditta Isoedil di Lamezia Terme, che ha sostenuto il progetto, è chiaro e concreto e invita a pensare allo sfruttamento delle sugherete per coltivarle in modo intensivo e avviare parallelamente il riciclo. La professoressa Saveria Sesto, ideatore del progetto, sta verificando con Paolo Benvenuti, direttore  dell’Associazione Nazionale Città del Vino, la fattibilità e la sostenibilità del lavoro e quanto contagiosa sia la raccolta dei tappi e l’attenzione suscitata dal progetto dei giovani studenti calabresi in Italia.

La dirigente del Liceo scientifico di Lamezia Terme, Caterina Calabrese, sottolinea come un’idea didattica di natura laboratoriale possa coinvolgere partner diversi e sia capace di promuovere azioni dal valore economico ed imprenditoriale. Questo è l’augurio ma anche la possibile prospettiva di un lavoro importante da valorizzare e promuovere anche nel resto d’Italia.

 

(articolo tratto dal sito web http://www.terredelvino.net/it)