[tratto dal Corriere della Sera di Lunedì 25 Settembre 2017]

Credo nella scuola come valore di vita e di sviluppo della società. Il primo giorno di scuola di mio figlio, è stato accolto dalla preside senza un sorriso. Le uniche parole per l’apertura dell’anno scolastico alle famiglie e ai bambini sono state relative alle indicazioni per iscriversi alla scuola calcio! Speravamo almeno in un sorriso o un «buona scuola», ma non è mai arrivato. A ciò si aggiunge il caos organizzativo e lo smarrimento delle maestre che — oltre a barcamenarsi tra precariati lunghi una vita che come funambole tengono strette tra i denti — si devono occupare dell’equilibrio educativo e pedagogico dei nostri figli. La violenza, credo, passa anche da queste piccole cose... 

Alessandra S., Roma