Nel provare angoscia infinita ed un senso di sconfitta educativa di fronte alle azioni violente e delinquenziali di cosiddette babygang (termine giornalistico, una volta si definivano teppisti o giovani criminali), si riesce ad avere un po’ di conforto nell’apprendere la vicenda di “Fiocco di neve”, il bambino cinese di 10 anni di nome Wang Manfu. Così soprannominato dai compagni in quanto, dopo aver camminato per 4 chilometri a -9 gradi è arrivato, alcuni giorni fa, a scuola completamente innevato sui capelli e sulle sopracciglia. 
La distanza tra le due situazioni è talmente abissale che sollecita molti dubbi irrisolti. Come è possibile che, nel nostro Paese, un numero sempre maggiore di adolescenti ricorra alla violenza per rubare un orologio, un bomber o uno smartphone? Quasi immediatamente ci si interroga sul processo formativo che questi giovani hanno attraversato ma che, evidentemente, non ha lasciato tracce nel loro comportamento. Per abbandoni precoci della scuola, per pessima condizione socio-familiare, per incapacità delle istituzioni di intervenire in modo adeguato.
Allora….. allora ci rincuora la forza d’animo e di volontà di Fiocco di neve, ma ancora una volta…. La Cina è lontana!
 
Gennaio 2018