Se non fosse un problema vero e pressante, potremmo parlare di teatro dell’assurdo alla Ionesco o di burocrazia miope alla “Bouvard e Pecuchet”.

Ricapitoliamo il tutto.

Dopo la consistente innevata romana, prevista da giorni, all’improvviso domenica sul tardo pomeriggio si dà l’annuncio della chiusura delle scuole. Con qualche difficoltà per le famiglie dei bambini piccoli che si devono mettere subito a caccia di nonni, zii o babysitter per sistemarli. Ma tant’è, la situazione crea difficoltà un po’ a tutti.

Il bello, però, arriva dall’ineffabile burocrazia capitolina. La quale, in un momento di onnipotenza gestionale, invia, tramite municipi, un primo informale diktat ai presidi: monitorate “alberi caduti o a rischio di crollo in prossimità degli edifici scolastici”, fate fotografie del tutto (con selfie?!), sgomberate i viali dalla neve e…provvedete allo spargimento di sale! Se poi non ce la fate. ..rivolgetevi all’AMA.

Qualcuno, però, deve essersi reso conto che l’eccesso di bonapartismo non è basato sui fatti. Le scuole non dipendono dall’Ente locale che è proprietario degli edifici e deve, per legge, provvedere con tutti i suoi mezzi e risorse allo stato degli edifici stessi, nel bene e nel male. A questo punto si procede ad un’altra nota, leggermente attenuata rispetto alla precedente, trasmessa ai DS. Ma le perle che vogliamo segnalare, per l’oscar del pressapochismo, sono due:

  • ci si dimentica che le scuole (per una sensata decisione del Campidoglio) sono chiuse  e nessuno (preside, docenti, bidelli, impiegati) vi accede. Pertanto il municipio locale può entrare autonomamente negli edifici e procedere alla bisogna (sale, foto, rimozione alberi, etc.), essendone il proprietario;
  • nessuno dei municipi o dell’assessorato ha sentito la necessità , da quello che ci risulta, di un serio ed efficace coordinamento con l’USR Lazio e l’ATP di Roma, per concordare azioni comuni, essendo le scuole ed il relativo personale dipendenti dal MIUR e non dal Municipio.

Qualcosa di simile è successo anni fa durante la giunta Alemanno, che inibì a parole l’ingresso degli studenti durante la nevicata dell’epoca, imponendo però l’apertura delle scuole con il relativo personale all’interno. Decisione che, naturalmente, non ebbe alcun seguito per  i motivi sopraelencati.

I Dirigenti, i docenti e i collaboratori scolastici, sia per senso di responsabilità sia per deontologia professionale, sono indubbiamente disposti a collaborare anche oltre le proprie competenze, purché la collaborazione con l’Ente locale sia improntata da sensatezza e reciproco rispetto.

Roma, 27 febbraio 2018