L’assurda incoerenza della questione vaccini dell’anagrafe vaccinale del Lazio, ha raggiunto il suo apice in questi giorni con la comunicazione pervenuta alle scuole (prot. 20947dell’11-05-2018) da parte dell’USR Lazio, chetrasmette le indicazioni ricevute dalla Regione Lazio.Si chiede alle scuole di inviare alle Asl, tramite l’upload dei dati su portale della Ragione Lazio, i nominativi degli iscritti per l’anno scolastico 2018-2019.

Come coniugare questa richiesta con il fatto che in numerose situazioni le ASL devono ancora restituire i dati relativi al 2017-2018? Senza aver inviato i dati dell’anno scolastico in chiusura, ora si chiedono quelli per il prossimo anno: la tempistica delle azioni che deve svolgere la Regione/ASL, è completamente disallineata con le richieste della legge.

Altra questione di non poco rilievo: per gli istituti superiori si chiede di indicare i nominativi degli alunni divisi in classi. Le scuole sono nella completa impossibilità di rispondere a questo adempimento:

  • le classi possono essere formate dalle scuole solo a partire dal mese di luglio, quando le iscrizioni vengono confermate dalle famiglie, a seguito dello svolgimento degli esami di stato del primo ciclo (che si concludono il 30 giugno);
  • altra incongruità è rintracciabile proprio sulla base del decreto legge 73 del 2017: l’art. 4, co. 1 prevede che: “i dirigenti delle istituzioni scolastiche, ferme restando le disposizioni vigenti in materia di formazione delle classi e fatta salva la segnalazione alla ASL competente, inseriscano, di norma, i minori che si trovino nelle condizioni di omissione o differimento delle vaccinazioni per accertato pericolo per la salute, in classi nelle quali siano presenti solo minori vaccinati o immunizzati. Si dispone che nella stessa classe non possono essere iscritti più di 2 alunni non vaccinati”.Tale indicazione presuppone in modo incontrovertibile che le classi possono essere formate solo DOPO aver ricevuto il riscontro da parte delle Asl.

Pertanto, le scuole superiori non potranno adempire alla richiesta di indicare le classi di appartenenza degli alunni per le future prime: qualora possibile, invieranno solo i nominativi dei nuovi iscritti, come stanno facendo anche le istituzioni scolastiche del primo ciclo.

Seppur prorogata la scadenza per l'invio dei dati al 15 giugno, la Regione, prima di porre deadlines alle altre amministrazioni, dovrebbe essere sicura di aver rispettato quelle che la legge impone al proprio personale.

In conclusione: la scuola vuole collaborare in modo fattivo, ma auspica intelligente disponibilità da parte delle altre istituzioni.

Il Presidente ANP Lazio

Mario Rusconi