[tratto da Il Tempo di Sabato 02 Giugno 2018]

Caro Ministro, caro Marco,

nel farti i migliori auguri per l’impegnativa funzione alla quale sei chiamato, mi piace ricordare il periodo in cui abbiamo collaborato con esperienza e passione in progetti diretti alla formazione dei nostri ragazzi. Spero vivamente che il tuo impegno di uomo di scuola ti aiuti a risolvere le maggiori emergenze che il mondo scolastico si trova da anni ad affrontare spesso senza avere soluzioni valide alla sua portata. Tra tutte, in primis, il capitolo edilizia scolastica, quasi ogni giorno nel mirino sul fronte sicurezza, non disgiunta da un’attenzione al decoro e alla funzionalità degli ambienti di studio. Poi, senza dubbio, la valorizzazione dei docenti, per troppi anni considerati alla stregua di semplici impiegati esecutivi. Quello che ritengo, infatti, è che se non puntiamo sulla centralità della funzione docente, ogni riforma sia presto destinata se non al fallimento almeno a configurarsi come un tentativo passeggero che non lascia tracce sul percorso dei nostri studenti. Infine, non posso non richiamare un’attenzione particolare al ruolo dei presidi (o dirigenti scolastici), il cui contratto è bloccato da anni e le cui retribuzioni sono decisamente ridicole in relazione agli impegni che comporta la loro funzione. Se non proviamo a risolvere almeno questi problemi continueremo a lamentarci del bullismo nelle scuole, degli incidenti che, di consueto (ahimè) oramai, capitano ai ragazzi e, cosa più importante, della scarsa attenzione e considerazione dell’opinione pubblica italiana nei riguardi della realtà scuola. In controtendenza rispetto a molti altri Paesi, compresi quelli emergenti.

Mario Rusconi

Presidente Associazione Nazionale Presidi di Roma e Lazio