L’elevata percentuale di maturandi di quest’anno, circa il 96% degli ammessi, dato peraltro in linea con quello degli anni precedenti e che nel Lazio sfiora il 97% non deve assolutamente sorprendere o addirittura far pensare che la scuola italiana sia un diplomificio. È invece frutto del lavoro fatto dagli insegnanti durante i cinque anni delle scuole superiori e soprattutto durante il primo biennio quando i ragazzi, spronati dai docenti, sono fortemente incitati a studiare con motivazione e impegno. È quanto dichiara Mario Rusconi, presidente ANP-Lazio, che aggiunge: “Chi arriva alla fine del quinto anno sicuramente è abbastanza preparato per sostenere l’esame di stato, ovviamente con esiti diversi che variano singolarmente da ragazzo a ragazzo, frutto sia dell’impegno individuale, sia del lavoro degli insegnanti che puntano alla formazione complessiva, al raggiungimento delle conoscenze, delle competenze e del senso di responsabilità da parte degli studenti. Proprio per questi motivi, nei primi due anni delle scuole superiori si riscontra un forte tasso di abbandono scolastico, che a Roma è di circa il 5% e per l’intero Lazio è pari al 4%”. Infine conclude Rusconi: “Al neo Ministro Bussetti chiediamo particolare attenzione al problema dispersione-abbandono scolastico, con l’auspicio che vengano da subito approntati progetti e iniziative per incrementare la permanenza degli adolescenti italiani nelle scuole sottraendoli, conseguentemente, alla volontà di allontanarsi definitivamente dagli studi”.  
 
Alfonso Benevento
Responsabile comunicazione ANP-Lazio