Il dibattito sulle pensioni non accenna a placarsi specialmente dopo le proposte del nuovo Governo.

Infiamma, complice anche le alte temperature di questi giorni, è il caso di dire, discussioni a tutto campo con teorie, propositi e idee alcune con un minimo di fondamento, altre palesemente strampalate e insensate.

Tutto questo dibattito non fa che aumentare l’angoscia e la frustrazione in particolare di coloro i quali sono alla vigilia della pensione che hanno di fronte scenari che cambiano continuamente.

 Regna quindi demotivazione un forte disinteresse e pessimismo sulla pensione che il lavoratore riceverà a fine carriera.

Si aggiunge poi un’informazione mediatica approssimativa e strumentale che contribuisce ad accrescere ansia e disorientamento.

            Allora cosa si deve fare per essere correttamente informati.

 Sono indubbiamente necessarie la consulenza e l’informazione che divengono un’esigenza indispensabile, in una materia tanto complessa, mutevole, delicata, al fine di evitare anche, in particolare, inaspettate e irreversibili sorprese penalizzanti.

 E’ fondamentale una puntuale verifica soprattutto in considerazione dell’individuale e variegata, talvolta complicata storia professionale di ciascun lavoratore e non solo a chi si avvicina alla pensione ma anche a chi inizia a lavorare.

 I Dirigenti Scolastici e indistintamente tutto il personale della scuola e della pubblica amministrazione in genere hanno una storia di lavoro individuale il più delle volte variegata e complessa e come tale devono provvedere in tempo reale al fine di monitorare disciplinare e unificare ove possibile la propria posizione contributiva quale elemento essenziale e fondamentale per determinare alla fine dell’attività lavorativa l’assegno pensionistico e il trattamento di fine servizio.

La consulenza - da compiersi in presenza, per un confronto immediato, completo e approfondito con la persona interessata – sarà indipendente e neutrale, ossia effettuata mantenendo un punto di vista tecnico-normativo ed economico che consenta al singolo lavoratore di:

  • Accertare e verificare la posizione assicurativa previdenziale e individuare il percorso per accedere al pensionamento e conseguire un regolareTfs/Tfr
  • Controllare le determinazioni che vanno accettate dopo un puntuale riscontro dei dati elaborati e un’attenta analisi giuridico/economica di convenienza sull’utilità dei provvedimenti siano gratuiti o a titolo oneroso.
  • Valutare la convenienza del riscatto di laurea, di periodi e/o servizi, computo ricongiunzione/totalizzazione, prosecuzione volontaria e altro.
  • Assumere le informazioni tecniche necessarie al fine di scegliere liberamente e consapevolmente l’adesione alla previdenza complementare Fondo Espero. Fattori soggettivi e oggettivi da valutare prima di aderire. Luci e ombre.
  • Conoscere preventivamente l’importo della pensione e della buonuscita sia nel caso di conservazione dell'attuale trattamento di fine servizio, (Buonuscita) sia in caso di adesione alla Previdenza Complementare.

 

E’ necessario infine, per chi ha cessato il servizio, verificare e controllare in via definitiva l’esattezza del trattamento pensionistico e della buonuscita/Tfr spettanti attraverso un controllo incrociato dei dati.

Il pensionato deve dotarsi del cedolino stipendiale di un mese normale, della copia dei mod. PA04 e PL1 o documenti similari inviati dall’ex Provveditorato all’Inps ex Inpdap e delle conseguenti determinazioni pervenute dal medesimo Istituto.

 Va registrato a tal proposito che si riscontra per molteplici ragioni, un’altissima percentuale di errori che incidono conseguentemente sull’importo della pensione e buonuscita.

Per tutti gli altri lavoratori, compreso i pensionandi, presentarsi con un cedolino stipendiale di un mese normale escluso dicembre ed eventuale estratto conto contributivo pervenuto dall’Inps o prospetto di servizio rilasciato dall’Amm.ne.

 

Luglio 2018

Giuliano Coan

(Consulente in diritto previdenziale e docente in materia –Autore di studi e pubblicazioni)