C’è qualcosa di surreale nel balletto di disposizioni contraddittorie che si susseguono in questi giorni in materia di obbligo vaccinale ed adempimenti connessi. E non intendiamo riferirci alla questione di fondo, se le vaccinazioni siano pericolose o meno e se siano o meno tutte necessarie.

Su quel punto, ovviamente, siamo ignoranti, come del resto la maggior parte di coloro che ne discutono al bar. Purtroppo, cominciamo ad avere il dubbio che non siano più informati molti di coloro che ne discutono in Parlamento.

Nella nostra ignoranza, siamo convinti che di questa materia dovrebbero discutere coloro che hanno i titoli per farlo, per lunghi e comprovati studi specifici e per consolidata esperienza. Invece, i siti dove tutti dicono la loro su tutto traboccano di pareri e di sentito dire. E, siccome “uno vale uno”, si crea artificiosamente un’onda di opinione in cui è accaduto di sentir dire di tutto ed anche il suo contrario.

Agli epigoni di Rousseau e agli entusiasti della democrazia diretta, occorrerebbe forse ricordare che la democrazia non è la via per la dimostrazione delle verità scientifiche, ma solo un metodo empirico per risolvere le questioni sociali per le quali non esiste una procedura verificabile di soluzione. Nessuno si sognerebbe di mettere a referendum il teorema di Pitagora o la gravitazione universale. Su quel che è certo per via scientifica non si vota: su quel che è opinabile, si può fare. Ben sapendo, però, che l’esito non è la verità, ma solo quella, fra le opinioni tutte opinabili, che urta il minor numero di persone. E questa non è un’opinione ...

Fin qui per quanto riguarda l’oggetto del contendere. Ma c’è qualcosa di più e di ancor più sorprendente: pur di affermare un’opinione, non si esita a forzare una legge. E questo, per chi governa, è cosa grave.

Da quando in qua una circolare del ministro della Salute può disporre in materia di iscrizione alle scuole, prevedendo la possibilità di sostituire il certificato di vaccinazione con un’autocertificazione? Eppure abbiamo visto anche questo. Poi si è andati più in là e si è infilato, in un compiacente decreto milleproroghe, un codicillo che faceva slittare tutto di un anno. Ma i decreti milleproroghe non si facevano solo una volta l’anno, a dicembre? O adesso ce n’è uno per tutte le stagioni? Salvo accorgersi che quel decreto arriverà in porto dopo l’avvio delle lezioni e quindi non servirà allo scopo? Ci voleva Nostradamus per accorgersene? Ma intanto la confusione è creata e cresce e i genitori non sanno più che cosa pensare e come comportarsi. Per non parlare dei presidi, cui spetta l’onere di ammettere o meno i bambini a scuola sulla base di una documentazione che continua a cambiare natura e livello di cogenza.

Poi, quando ci si mette su questa strada, le cantonate sono in agguato ad ogni passo. Nessuno ha ricordato al ministro della Salute che, in materia di autocertificazione, esiste un altro vincolo di legge, fissato dall’art. 49 del DPR 445/00, che regola questa materia. Quell’articolo esclude tassativamente la possibilità di valersi dell’autocertificazione in materia sanitaria (“I certificati medici, sanitari, veterinari, di origine, di conformità CE, di marchi o brevetti non possono essere sostituiti da altro documento.”),salvo diverse disposizioni della normativa di settore. Ed una circolare non costituisce fonte normativa. Se ne è accorto – onore al merito – Tuttoscuola, che lo ha segnalato in una nota, subito ripresa dall’ANSA. E adesso, pover’uomo?

Dottor Stranamore