Tra un mese circa, a seconda dei diversi calendari regionali, inizierà l’attività didattica del nuovo anno scolastico 2018/19 con presidi e insegnanti che avranno dovuto risolvere nell’attuale caos vaccini la composizione delle classi per garantire l’avvio delle lezioni.

Esiste, si sa, la Legge Lorenzin sull’obbligatorietà vaccinale degli studenti nella fascia d’età 0 – 16 anni, la circolare del Ministro Grillo dello scorso 5 luglio che prevede l’autocertificazione in sostituzione dei certificati vaccinali da presentare obbligatoriamente entro il passato 10 luglio, anche se quest’ultima circolare non tiene conto del DPR. 445/2000 che esclude tra l’altro l’autocertificazione di certificati medici e sanitari. Vi è poi l’emendamento al cosiddetto decreto dignità, che proroga di un anno l’obbligo dei vaccini dando la possibilità a tutti i bambini, vaccinati o no, di frequentare le scuole, ma che sarà discusso definitivamente dal prossimo 11 settembre a scuole già iniziate. Un quadro di norme e leggi confuse che creano disorientamento tra il personale della scuola e anche nelle famiglie. E’ quanto dichiara Mario Rusconi, presidente ANP-Lazio, che aggiunge: “Già a suo tempo sono state fatte presenti le difficoltà poste dalle norme e circolari attuative della legge Lorenzin sui vaccini, anche se la buona volontà di presidi e insegnanti oltre che il loro forte senso dello stato hanno permesso che l’anno scolastico da poco concluso si svolgesse con regolarità e senza troppi problemi per le famiglie, garantendo e tutelando tutti gli studenti nel rispetto della legge. Purtroppo dallo scorso 5 luglio tutto questo non è più possibile”. Infatti, aggiunge Rusconi: “Proprio qualche ora fa il prof. Rezza dell’ISS mi ha comunicato una stima di circa 10000 tra bambini e ragazzi affetti da immunodeficienza su una popolazione studentesca di circa 8.500.000, le scuole operano con strumenti poco chiari sapendo di dover rispondere front end con docenti e presidi alle pressioni e agli attacchi delle famiglie”. Inoltre aggiunge Rusconi: “In questo momento ciò che chiediamo come operatori della scuola ma anche come comuni cittadini e che dalle istituzioni arrivino indirizzi chiari, coerenti ed efficaci per garantire l’avvio dell’anno scolastico a tutti senza il ricasco delle responsabilità su presidi e docenti. Anche per le famiglie occorrono segnali chiari e distensivi”. Infine aggiunge Rusconi: “La scuola non ha bisogno dello shock anafilattico organizzativo per il quale non esiste vaccino, ma lo 0,7% dei no vax non può condizionare le scelte politiche di un intera nazione”.