“Il Lazio è tra le regioni italiane ad avere una propria anagrafe vaccinale. In data 31 agosto 2017 è stato firmato un protocollo d’intesa tra la Regione Lazio e l’USR (Ufficio Scolastico Regionale)

che regolamenta il “rilascio delle certificazioni per l’obbligo vaccinale”, relativa al D.L. n. 73 del 7 giugno 2017, semplifica gli atti derivanti dal suddetto D.L. e impegna le parti (scuole ed ASL) a svolgere una serie di attività pertinenti alle proprie specificità. Alle scuole, sempre secondo lo stesso protocollo, sarebbero dovute pervenire da parte delle ASL, entro il 10 marzo 2018, gli elenchi integrati con lo stato vaccinale degli alunni in modo da dare la possibilità ai dirigenti scolastici di informare le famiglie inadempienti all’obbligo, entro il 20 marzo. Soltanto l’altro ieri 13 marzo, tre giorni dopo la scadenza del 10, la ASL 6 di Roma ha chiesto la fattiva collaborazione dell’istituzione scolastica, competente per ambito territoriale, nell’invitare e sensibilizzare i genitori ad integrare l’autocertificazione con libretto vaccinale o certificato vaccinale entro il 20 marzo. Tale richiesta è stata motivata dalla ASL per: difficoltà tecniche/operative dell’anagrafe vaccinale informatizzata nell’accertamento degli adempimenti in materia vaccinale”. È quanto dichiara Mario Rusconi, presidente dell’ANP-Lazio, che continua: “con tale richiesta la ASL 6 unilateralmente modifica un preciso accordo stipulato tra le parti, senza neanche integrare il protocollo con uno specifico atto d’intesa con l’ufficio scolastico regionale competente in ambito territoriale, cosa peraltro prevista nel protocollo d’intesa siglato tra Regione Lazio e USR. Con questa richiesta la ASL invita le scuole a farsi carico di una gravosa e ulteriore incombenza nell’informare e richiedere, ai genitori, in soli sette giorni la necessaria documentazione integrativa che dovrà poi raccogliere, facendosene ulteriormente carico, entro il 20 marzo. Ciò detto contraddice le premesse del protocollo d’intesa che mira: ad uniformare le procedure d’acquisizione delle certificazioni, sollevare i genitori dalla necessità di acquisire i certificati vaccinali, evitare e prevenire criticità di gestione dei Servizi Vaccinali, facilitare l’accesso dei genitori all’acquisizione delle specifiche certificazioni vaccinali e infine sollevare le ASL nell’emettere certificazioni congrue con quanto richiesto dal D.L. e quantificabile con la popolazione scolastica del territorio”. Inoltre continua Rusconi: “alla ASL in questione sfugge il particolare, non completamente irrilevante, che le scuole ricevono esclusivamente disposizioni dal MIUR e dagli USR e non da altre amministrazioni”. Infine conclude sempre Rusconi: “Invitiamo l’USR del Lazio a protestare vivamente con la regione Lazio sia per il mancato rispetto del protocollo d’intesa, sia con l’Assessore alla Sanità e il Presidente della Regione Lazio affinché impartiscano disposizioni chiare ed efficaci alle strutture da loro dipendenti. Paradossalmente, in un periodo di sburocratizzazione della Pubblica Amministrazione lo sport preferito da tutti resta quello dello scarica barile”.


Alfonso Benevento
Capo ufficio stampa ANP-Lazio