Via libera al riscatto agevolato della laurea sino a 45 anni e alla cd. pace contributiva.

 L'Inps ha pubblicato la Circolare 36/2019 con la quale detta le prime istruzioni e modalità per esercitare le due facoltà introdotte dall'articolo 20 del DL 4/2019 in vigore ufficialmente dal 29 Gennaio 2019 e che dovrà essere convertito il legge entro 60 giorni.

Riscatto dei periodi non lavorati

Per quanto riguarda il riscatto dei periodi non lavorati (la cd. pace contributiva) il documento di rito illustra che la facoltà è riconosciuta in favore degli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, e alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335 (la condizione di iscrizione è soddisfatta in presenza di almeno un contributo obbligatorio nella gestione pensionistica in cui è esercitata la facoltà di riscatto, versato in epoca precedente alla data di presentazione della domanda). Sono esclusi gli iscritti alle casse professionali (es. avvocati, commercialisti eccetera).

L'assicurato deve risultare privo di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995. A tal fine il documento illustra che non deve sussistere qualsiasi tipologia di contribuzione (obbligatoria, figurativa, da riscatto) accreditata prima alla predetta data del 1° gennaio 1996 in qualsiasi gestione pensionistica obbligatoria (comprese le Casse per i liberi professionisti) o acquisita nel regime previdenziale dell’Unione Europea o nei singoli regimi previdenziali dei vari Stati membri o Paesi convenzionati

I periodi ammessi al riscatto

L'Inps conferma che il periodo scoperto di contribuzione può essere ammesso a riscatto nella misura massima di cinque anni, anche non continuativi. Il periodo deve naturalmente collocarsi in epoca successiva al 31 dicembre 1995 e deve essere compreso tra la data del primo e dell’ultimo contributo comunque accreditato (obbligatorio, figurativo, da riscatto); i periodi da ammettere a riscatto devono comunque essere precedenti alla data del 29 gennaio 2019, sebbene la domanda di riscatto possa essere presentata entro il 31 dicembre 2021.

Il periodo da ammettere a riscatto, inoltre, non deve essere coperto da contribuzione obbligatoria, figurativa, volontaria o da riscatto, non solo presso il Fondo cui è diretta la domanda stessa, ma anche in qualsiasi forma di previdenza obbligatoria (comprese le Casse per i liberi professionisti e il regime previdenziale dell’Unione Europea o i singoli regimi previdenziali dei vari Stati membri o Paesi convenzionati). Il riscatto è utile sia ai fini del diritto sia della misura della pensione.

Riscatto agevolato della laurea

Dal 29 gennaio 2019 lo articolo 20, co. 6 del succitato DL 4/2019 ha introdotto un diverso sistema di calcolo dell’onere di riscatto del corso di studi di cui all’articolo 2 del Dlgs n. 184/1997, nei casi in cui la domanda di riscatto sia presentata fino al compimento del quarantacinquesimo anno di età e riguardi periodi che si collochino nel sistema di calcolo contributivo (cioè siano successivi al 31 dicembre 1995). In questa ipotesi, l'onere dei periodi di riscatto che si collochino nel sistema di calcolo contributivo è costituito dal versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233, moltiplicato per l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell'assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti.

 Poiché nel 2019 il minimale è di 15.878 euro l'onere per ogni anno da valorizzare il 33% risulta essere di 5.239,74€.

Ad esempio una laurea corso legale degli studi di 4 anni il costo è di euro 20.958,96

 L'onere così determinato è detraibile dall'imposta lorda nella misura del 50 per cento (euro 10.479,48) con una ripartizione in cinque quote annuali costanti e di pari importi nell'anno di sostenimento e in quelli successivi.

Il documento precisa che si tratta di una facoltà aggiuntiva (gli interessati possono, cioè, scegliere di versare l'onere con le precedenti regole, prendendo a riferimento la retribuzione dell'ultimo anno) e che l'operazione ha efficacia sia ai fini del diritto sia della misura della pensione. La nuova facoltà, inoltre, riguarda esclusivamente le domande presentate dal 29 gennaio 2019, non è possibile, quindi, rideterminare l'onere rispetto a domande di riscatto che siano già state trattate. Tuttavia se è iniziato il pagamento rateale, l'Inps indica che si potrà interrompere lo stesso, ottenere l’accredito del periodo corrispondente alla quota versata del capitale come già determinato e presentare - per il periodo del corso di studi residuo - nuova domanda di riscatto il cui onere potrà essere determinato, a richiesta, con il criterio alternativo. Se il riscatto non si è ancora perfezionato con l’accettazione dell’onere, si potrà ritirare la domanda in questione e proporne una successiva, con la consapevolezza che i criteri di calcolo dell’onere terranno conto della nuova data di presentazione della domanda.

Marzo 2019

                                                                                                          

Giuliano Coan

(Consulente in diritto previdenziale e docente in materia)