Quota 100 - uscita con 62 anni di età e trentotto di contributi per il triennio 2019-2021

Finestre mobili di tre mesi dalla maturazione dei requisiti per i lavoratori del settore privato di sei mesi per il pubblico impiego- con prima uscita al 1° aprile 2019 per i lavoratori del settore privato e 1° agosto 2019 per il pubblico impiego.

Stop degli adeguamenti dei requisiti contributivi per la pensione anticipata - restano dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2026 fissati a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne- 41 anni per i lavoratori precoci - con l'introduzione, per chi matura i requisiti dal 1° gennaio 2019, di una finestra mobile di tre mesi

Ape sociale prorogata di un anno, sino al 31 dicembre 2019 -invariate le categorie beneficiarie-

Opzione donna

Possono esercitare l'opzione le lavoratrici dipendenti in possesso di 58 anni (59 anni le autonome) e 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2018 (Circ. Inps 11/2019).

Per questa tipologia di prestazione resta in vigore la finestra mobile secondo la quale l'assegno è erogato dopo 12 mesi dalla maturazione dei predetti requisiti per le dipendenti e 18 mesi per le autonome (cfr: Circolare Inps 53/2011).

Pace contributiva

 Possibilità - prevista solo per i lavoratori che non hanno contribuzione al 31.12.1995 - di riscattare i vuoti contributivi tra un periodo lavorativo e l'altro. La facoltà è sperimentale, dura sino al 31 dicembre 2021.

L'onere del riscatto potrà essere pagato ratealmente ed è detraibile dall’imposta lorda nella misura del 50%, con una ripartizione in cinque quote annuali costanti di pari importo nell’anno di sostenimento e in quelli successivi.

Restano esclusi dalla pace contributiva i lavoratori nel sistema misto.

Riscatto agevolato della laurea

E’ data la facoltà di valorizzare ai fini pensionistici la durata legale del corso di laurea senza limiti di età dell’interessato. La base imponibile è riferita a quella per commercianti e artigiani, che nel 2019 corrisponde a 15.878 euro. Per chi sceglie questa possibilità la cifra da versare è dunque pari a 5.239 euro (33%) per ogni anno di riscattare. A differenza della pace contributiva, può essere esercitata anche dai soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31.12.1995 ma deve, comunque, avere dei periodi temporali che ricadono nel sistema contributivo, cioè successivi al 31.12.1995. Non è previsto un termine di scadenza: quindi il riscatto può essere esercitato anche dopo il 31.12.2021. Ai fini pensionistici il riscatto agevolato è conveniente in termini di risparmio economico per la cifra da versare, però incide nettamente in meno sull’assegno pensionistico.

Riscatto ordinario

Resta in essere la facoltà di riscatto del corso studi, prevista in origine dall'articolo 2-novies del decreto legge 30/1974 convertito con legge 114/1974 per il tramite della riserva matematica. In seguito l'articolo 2 del decreto legislativo 184/1997 ha disciplinato l’ordinamento del riscatto contributivo dei corsi universitari. Secondo tale disposizione la facoltà di riscatto è oggi riconosciuta a tutti gli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria - lavoratori dipendenti e autonomi- nonché alle forme a essa sostitutive ed esclusive - dipendenti pubblici- e alla gestione separata

Riscatto per gli inoccupati

 La facoltà di riscatto del periodo di studi è ammessa dal 1° gennaio 2008 anche per i soggetti non iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza che non abbiano iniziato l'attività lavorativa. In tale ipotesi l'onere finanziario è determinato dal versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo previsto dall'articolo 1, comma 3 della legge 233/1990 per le gestioni dei lavoratori artigiani e commercianti (15.878 euro al valore 2019.)

 Ad esempio il riscatto di 4 anni di studio nel fondo pensione lavoratori dipendenti per un soggetto inoccupato ha un costo di circa 21mila euro (15.878 x 0,33 x 4).

Va registrato che il riscatto in genere oltre ad influire sul diritto e sulla misura della pensione genera oneri deducibili dal reddito per i beneficiari, mentre per gli inoccupati produce un onere detraibile del 19% fruibile dai soggetti nei confronti dei quali l’interessato è fiscalmente a carico.

I lavoratori del pubblico impiego che si accingono ad andare in pensione con la quota 100 dovranno mettere in conto uno slittamento dei termini di pagamento delle indennità di buonuscita.

E’ previsto che i termini temporali per la corresponsione dei trattamenti di fine servizio (comunque denominati) dei dipendenti pubblici che conseguono la pensione con 62 anni e 38 di contributi dal 1° agosto 2019 decorreranno dal momento in cui il diritto al trattamento pensionistico sarebbe maturato in base alla pensione di vecchiaia o alle forme di pensione anticipata di cui all'articolo 24 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201.

E’ contemplato anche l'anticipo della liquidazione per i dipendenti pubblici che escono con la quota 100 o con i requisiti anagrafici e contributivi previsti a seguito dell'introduzione della Legge Fornero. L'anticipo consiste in un prestito massimo di 45.000 euro erogato dal sistema bancario che viene poi restituito al momento dell'erogazione da parte dell'ente previdenziale della liquidazione.

Infine sempre per il Tfs e non per il Tfr, l’aliquota dell’imposta è ridotta di:

  1. a) 1,5 % per le indennità corrisposte dopo dodici mesi dalla cessazione a decorrere dal 1° gennaio 2019;
  2. b) 3 % per le indennità corrisposte dopo ventiquattro mesi;
  3. c) 4,5 punti percentuali per le indennità corrisposte dopo trentasei mesi;
  4. d) 6 punti percentuali per le indennità corrisposte dopo quarantotto mesi;
  5. e) 7,5 % per le indennità corrisposte 5 anni o più.

Questo sconto d’imposta si applica fino ad un importo di 50.000 euro.

Maggio 2019          

Giuliano Coan

(Consulente in diritto previdenziale e docente in materia)