Sabato scorso, 11 maggio, il Presidente Nazionale dell’ANP ha inviato una mail a tutti i soci per fare il punto della situazione e per chiarire che non escludiamo, in caso di approvazione definitiva del decreto, nessuna forma di contrasto, incluso il ricorso all’autorità giudiziaria per ragioni di incostituzionalità.
Le innumerevoli azioni intraprese dall’ANP (serrati incontri con parlamentari, presentazione di documenti, interviste) e dalla FP-CIDA (la federazione sindacale a cui l’ANP aderisce) per convincere la maggioranza parlamentare a cambiare idea in merito all’introduzione dei controlli biometrici della presenza in servizio non hanno finora trovato accoglimento, probabilmente per l’imminente scadenza elettorale europea.
Le nostre ragioni sono ben note e le ribadiamo con forza: misura del tutto sproporzionata allo scopo, lesione della privacy, costi totalmente a carico delle scuole.
Considerando che, se il decreto dovesse essere approvato nella versione attuale, potrà diventare esecutivo nelle scuole solo a seguito di decreto del MIUR, ne discuteremo nei prossimi giorni con il Ministro e informeremo i nostri iscritti, tutto il mondo della scuola e l’opinione pubblica.