L'abolizione  degli artt. 412, 413 e 414 del Regio Decreto del 1928 è stata opportuna. Si tratta di norme dettagliate imposte per legge, anacronistiche nella loro imperiosità.

Nel 2018, con l'estensione opportuna del patto di corresponsabilità alle scuole primarie, si ribadisce il primato dell'autonomia scolastica e dei relativi organi collegiali (di cui fanno parte, oltre i docenti e il preside, anche i genitori). Questi  dovranno normare nel regolamento d'istituto, con spirito educativo, le sanzioni previste per comportamenti indisciplinati. E' nostra ferma convinzione che soprattutto la componente dei docenti dovrà trattare questa delicata materia, oltre che con conclamato senso professionale, anche riaffermando la funzione educativa della scuola.

Prevedendo dunque quegli atteggiamenti e quelle dinamiche negative che si possono creare tra bambini e che nel tempo possono degenerare in forme di bullismo, pericolose per il loro possibile sviluppo durante la crescita adolescenziale.

Si dovranno evitare, però, posizioni sanzionatorie di disconferma della persona-bambino, puntando sul recupero della relazionalità positiva e sul convincimento pedagogico.

Dobbiamo, infine, far comprendere all'opinione pubblica, che con la legge sull'educazione civica, non si è inteso sottovalutare fenomeni inquietanti che si verificano già nella scuola primaria.

Pertanto nessuna sbandierata abolizione delle note disciplinari o delle sanzioni nella primaria (come è piaciuto immaginare ai media) il cui contesto relativo alla disciplina degli alunni è stato saggiamente ricondotto alla piena autonomia delle scuole con l'auspicata collaborazione delle famiglie.

Aprile 2019