Si è riaccesa in questi giorni la questione (epocale?) del grembiulino per gli alunni della scuola elementare e media.

Come una risorgiva, a periodi alterni e quasi inaspettatamente, alcuni problemi riemergono dopo una lunga latitanza.

Facciamo, dunque, o almeno cerchiamo di fare un po' di chiarezza, utilizzando anzitutto dei dati "oggettivi".

Circa il 45% degli iscritti all’ANP-Lazio, oltre 400 tra dirigenti e docenti, ha già risposto al sondaggio in cui si chiede loro quali siano le priorità, extra-didattiche, nella scuola. Una ricerca che mette in luce i diversi aspetti del mondo scolastico indicati da chi vive quotidianamente ed è impegnato con tutte le varie “sfaccettature” della scuola. Per oltre il 90% le priorità sono rappresentate dalla “manutenzione e sicurezza degli edifici scolastici”, “dalla sicurezza personale di docenti, impiegati, dirigenti (frequentemente esposti ad atti di violenza fisica e verbale)”, “dalla mancanza di adeguate forniture di arredi e suppellettili da parte degli enti locali”.

Questi risultati non fanno che confermare quanto già avvertito dalle strutture nazionali e regionali dell’associazione, il cui contatto con le esigenze del territorio è costante da anni. Un’alta percentuale degli stessi intervistati, pari al 75%, ritiene importante il controllo degli accessi esterni degli istituti, un più ampio rapporto di corresponsabilità con i genitori ed una maggiore interazione delle scuole con l’Ufficio scolastico regionale ed il Miur. Soltanto per il 30% è importante un abbigliamento standardizzato degli alunni della scuola dell’infanzia e di quella primaria.  Al di là delle polemiche su “grembiulino sì” e “grembiulino no”, il modo di vestire degli alunni è stato già affrontato in diverse scuole statali e paritarie in sintonia con gli organi collegiali della scuola (collegio dei docenti e consiglio d’Istituto) chiedendo alle famiglie di fare indossare un paio di jeans e una felpa/T-shirt con il logo della scuola, a rimarcare l’appartenenza alla propria comunità scolastica.

Le valutazioni dell’ANP non sono mai improntate da spirito di polemica politico-partitica, ma solo esclusivamente da considerazioni di natura professionale. È evidente però che non si annullano le differenze economiche tra alunni, imponendo, sia pur democraticamente, una uniforme, perché le stesse possono risaltare a vista anche, ad esempio, dal tipo di scarpe indossate (che presentano una gamma di prezzi molto ampia), o dal corredo scolastico (ad esempio zaini molto semplici ed economici oppure i griffati, superaccessoriati, persino con le porte usb per ricaricare lo smartphone o collegarsi al wi-fi). Il sondaggio organizzato da Osservare Oltre, redazione statistica del giornale online etutorweb.it si inserisce nella proficua collaborazione con la struttura regionale dell’ANP del Lazio.

 

Maggio 2019