Dal lavoro alla pensione.

Ogni lavoratore ha una storia di lavoro individuale il  più  delle  volte variegata e complessa e come  tale deve provvedere in tempo  reale al  fine  di monitorare disciplinare e unificare ove possibile la propria posizione contributiva quale elemento essenziale e indispensabile per determinare il diritto (quando) e la misura (entità). Analoga azione va seguita ai fini del Tfs (buonuscita).

 Talune sorprese si manifestano purtroppo a distanza d’anni e molto spesso l’interessato se ne accorge quando sta per andare in pensione e forse quando è troppo tardi, con ricadute molto penalizzanti sia sul diritto sia sull’entità dell’assegno.

Chi opera nel settore registra che i casi sono molteplici e tantissime volte si riflettono in maniera devastante e negativa sulla prestazione.

Il lavoratore, per operare le sue scelte di vita, ha la necessità vitale di conoscere le varie possibilità che la legislazione previdenziale gli offre nelle diverse età e di essere soprattutto correttamente informato. D’altra  parte, la complessità e la difficile comprensione della materia peraltro in continua evoluzione, impongono modalità di relazione con gli interessati nell’informare, nel consigliare, e nel delineare consapevolmente le diverse condizioni, riguardo al proprio futuro previdenziale.

 Si riscontra invece in materia tanta trascuratezza, demagogia, strumentalizzazione e disinformazione sulla stampa in genere. Si aggiunge poi un’informazione mediatica approssimativa e carente disorientanti.

 Val la pena di ricordare cos’è la pensione determinata da un provvedimento dell’Istituto Previdenziale.

 La pensione è quella rendita vitalizia corrisposta al lavoratore nel momento in cui cessa l’attività al raggiungimento dell’età pensionabile fissata per legge (pensione di vecchiaia) o dell’anzianità contributiva maturata (pensione anticipata), opzione donna, quota 100, oppure, negli altri casi, in rapporto alle condizioni di salute e alla conseguente impossibilità di svolgere un lavoro (pensione d’invalidità) o al grado di parentela con un assicurato o un pensionato defunto (pensione di reversibilità).

Tutti i lavoratori indistintamente, soprattutto quelli della scuola, farebbero  bene attivarsi nell’accertare la propria posizione assicurativa in particolare e maggiormente interessati sono i vincitori di concorso che riceveranno l’incarico dirigenziale dall’1 settembre 2019.

Devono verificare la completezza della dichiarazione dello stato  di  servizio, i riscatti, l’eventuale ricongiunzione dei contributi versati presso l'INPS o altre casse, disciplinare possibili ” buchi” o periodi scoperti.  Non tutti i lavoratori possono vantare una carriera lineare con un rapporto di lavoro sin dall’inizio a tempo indeterminato o di ruolo, continuo e prestato presso il medesimo datore di lavoro. La maggior parte annovera un preruolo caratterizzato da una serie d’incarichi saltuari, di periodi di studio, di lavoro privato, autonomo, all’estero, nell’Ente Locale, di servizio militare, di disoccupazione, malattia, lavoro agricolo dipendente, maternità al di fuori del rapporto di lavoro, decorrenza giuridica, ecc.ecc.

 Il conto assicurativo per una serie di ragioni e per la maggior parte dei casi è incompleto e approssimativo.

                               Che cosa deve fare il lavoratore per tutelarsi.

Acceda al Sito INPS, utilizzando le proprie credenziali (codice fiscale e PIN o identità SPID), quindi “Area prestazioni e servizi/Fascicolo previdenziale del cittadino/Posizione assicurativa/Estratto conto”.

Controllare accuratamente l’estratto e qualora siano contributi mancanti o retribuzioni errate, l’interessato dovrà agire senza indugio e sempre on-line, attivando la richiesta di variazione e integrazione della posizione assicurativa e segnalare l’eventuale contribuzione mancante o anomalie, al fine di interrompere i termini prescrittivi.

E’ necessario utilizzare la funzionalità “richieste di variazione alla posizione assicurativa – RVPA”.

In sintesi l’anzianità contributiva è importantissima poiché assume un duplice valore in termini di diritto (quando) e misura (importo) e in qualsiasi caso a più anzianità corrisponde più pensione e più buonuscita.

                                           E allora cosa fare

Si rende necessaria pertanto, una consulenza indipendente e neutrale - da compiersi in presenza, per un confronto immediato, completo e approfondito con la persona interessata – mantenendo un punto di vista tecnico-normativo ed economico che consenta al singolo lavoratore di conoscere i propri diritti e assumere conseguentemente tutte le opportune informazioni tecniche e giuridiche in proposito.

 

Agosto 2019          

Giuliano Coan

(Consulente in diritto previdenziale e docente in materia)