Il DM 5.11.2019 pubblicato in Gazzetta Ufficiale 267/2019 dal Ministero dell'Economia e delle Finanze certifica, che il prossimo adeguamento della speranza di vita

- previsto a decorrere dal 1° gennaio 2021 sarà pari a zero per cui, l'età pensionabile per la generalità dei lavoratori assicurati presso l'Inps non subirà alcun incremento, sino al 31 dicembre 2022.

La notizia è positiva perché attesta che fino al 31 dicembre 2022 non ci saranno incrementi dei requisiti anagrafici e contributivi per i lavoratori.

Per la pensione di vecchiaia sino al 2022 resterà fermo il requisito anagrafico di 67 anni con almeno 20 anni di contributi.

Per gli addetti ai lavori gravosi con almeno 30 anni di contributi significa la conferma di un'età pensionabile di 66 anni e 7 mesi sino al 2022.

 Per quota 100 il problema non si pone perché il requisito anagrafico di 62 anni non era adeguabile alla speranza di vita.

 Anche per la totalizzazione nazionale continuerà a essere necessario un requisito anagrafico di 66 anni e 20 di contributi, con una finestra mobile di 18 mesi, oppure 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica, con finestra mobile di 21 mesi dalla maturazione dei requisiti

Dovrebbero sicuramente restare invariati sino al 31 dicembre 2022 anche i coefficienti che convertono in rendita il montante contributivo. Un apposito decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze certificherà l'entità di detti coefficienti di trasformazione per il biennio 2021-2022 anch’essi adeguati alla speranza di vita.

Per i contributivi puri, dipendenti del privato che hanno iniziato dal 1996, è convalidato sino al 2022 il canale di uscita a 64 anni unitamente a 20 anni di contribuzione effettiva, a condizione che il rateo pensionistico non risulti inferiore a 2,8 volte il valore dell'assegno sociale, e quello a 71 anni unitamente a 5 anni di contribuzione effettiva. Sino al 2022, altresì, l'assegno sociale resterà congelato ai 67 anni.

Niente di nuovo per la pensione anticipata che con il DL 4/2019 ha beneficiato dell'esenzione dall'applicazione degli adeguamenti alla speranza di vita sino al 31 dicembre 2026: i requisiti contributivi resteranno pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne, finestra mobile 3 mesi per i lavoratori privati 6 mesi per i dipendenti pubblici

 41 anni per i cd. lavoratori precoci con una finestra mobile di tre mesi dalla maturazione dei requisiti.

Pure per i notturni e gli usuranti che vanno in pensione con le vecchie quote di cui al Dlgs 67/2011 non cambia nulla: anche nei loro confronti il legislatore aveva già previsto la sospensione degli adeguamenti sino al 2026.

Anche per il comparto difesa e sicurezza, nel biennio 2021-2022 l'età pensionabile di vecchiaia non aumenterà, coinciderà con il limite anagrafico per la cessazione del servizio riguardante il grado e alla qualifica dell'assicurato aumentato di un anno, così come resteranno confermati i requisiti per la pensione di anzianità: 58 anni e 35 anni di contributi, con finestra mobile di 12 mesi, oppure 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica, con una finestra mobile di 15 mesi.

Novembre 2019    

Giuliano Coan

(Consulente in diritto previdenziale e docente in materia)