Care Amiche e Cari Amici,

 Ci troviamo insieme a scrivere una nuova pagina di storia. Fino a poco tempo fa non avremmo mai immaginato di trovarci in una situazione come quella attuale. Purtroppo l'emergenza sanitaria globale è un problema che riguarda da vicino ognuno di noi e che sta modificando le nostre abitudini di vita.

L'Italia, dopo la Cina, è ormai il secondo paese al mondo per decessi e contagi da Covid-19 e molti altri paesi europei stanno sfortunatamente seguendo le sue orme, come dimostrano i dati statistici. Dati, che sono in costante evoluzione e che fino ad oggi hanno mostrato un vertiginoso aumento dei contagi in pochi giorni. Francia e Germania, ad esempio, hanno rapidamente superato i 1.000 contagi nei rispettivi paesi.

Da più di due settimane, l'Italia sta pagando a caro prezzo in termini di immagine internazionale la sua scelta responsabile di affrontare, da subito, questa sfida globale con la massima trasparenza, mettendo al primo posto la salute e la sicurezza dei cittadini in Europa. Allo stesso modo, da più di due mesi la Cina, affrontando come l'Italia enormi sacrifici economici e sociali, si è assunta la responsabilità di contenere il contagio in altri paesi, collaborando e condividendo il proprio know-how ed i risultati conseguiti in questo breve lasso di tempo con la comunità internazionale. Come i cinesi, ora anche gli italiani stanno cominciando ad essere vittima di episodi di discriminazione e razzismo nel mondo. Con la complicità di una comunicazione sbagliata, alimentata da una sovrabbondanza di informazioni non sempre veritiere, l'Italia e la Cina sono purtroppo spesso dipinte come gli “untori della peste” da isolare e tenere a distanza.

L'Italia e la Cina stanno invece affrontando con estrema professionalità, umanità e competenza questa emergenza, ottenendo incluso gli elogi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). L'Italia nel suo piano di emergenza si sta ispirando progressivamente alle misure già adottate dalla Cina, che sono state definite dall'OMS come le uniche misure efficaci in questo momento per contrastare il virus. La Cina sta vincendo la battaglia contro il virus e sta gradualmente tornando alla normalità, con una curva epidemica in discesa.  Al 9 marzo 2020, la Cina ha registrato un bilancio totale di 80.739 contagi, ma i guariti sono saliti a 58.731. In Italia, alla stessa data, i contagi sono aumentati a 7.541 e 622 guariti. Quindi questo virus può essere sconfitto, solo se si adottano misure drastiche come quelle cinesi. Tuttavia, il diverso contesto politico e culturale italiano fa sì che le misure drastiche di contenimento del contagio adottate dalla Cina, siano difficilmente accettabili ed attuabili tempestivamente in Italia. Queste misure sono spesso percepite come una privazione della libertà personale, quando invece dovrebbero essere assunte come un atto di responsabilità sociale verso le fasce più deboli della società come le persone anziane, i minori, i disabili e tutti i malati che abbiamo il dovere di tutelare, evitando il collasso del sistema sanitario nazionale ed il sovraccarico della protezione civile e delle altre forze pubbliche. La battaglia contro il virus si combatte con pazienza e con i nostri comportamenti individuali, ma soprattutto si vince insieme.

Non è tempo per divisioni politiche, egoismi e polemiche. Bisogna remare tutti nella stessa direzione e seguire le raccomandazioni del governo. Da questi sacrifici potrebbero sorgere inoltre delle opportunità come ad esempio il rafforzamento della coesione internazionale, lo sviluppo della digitalizzazione nei pubblici servizi e nel lavoro privato, una maggiore sostenibilità ambientale ed un cambio di mentalità globale verso uno stile di vita qualitativamente più sostenibile. In cinese il termine “crisi” (wēijī) è composto da due ideogrammi, “wēi” (威)significa pericolo e “jī” (机) opportunità.

La Cina e l'Italia in questa fase delicata hanno espresso reciprocamente amicizia e sostegno, rafforzando il loro legame diplomatico, di cui quest'anno si festeggia il 50° anniversario. Dopo la mobilitazione della comunità cinese in Italia e nel mondo, della comunità italiana e internazionale e del Governo Italiano per aiutare la Cina quando era nel pieno della difficoltà, ora è la Cina che sta aiutando l'Italia. Le istituzioni e imprese cinesi e numerose associazioni cinesi in Italia si sono mobilitate per raccogliere fondi e donare mascherine e prodotti sanitari agli ospedali italiani ed a tutta la comunità civile. Ad esempio da Wenzhou, la mia città natale e da cui provengono la maggioranza dei cinesi residenti in Europa, è partita una campagna di raccolta fondi per aiutare l'Italia a combattere l'epidemia di coronavirus. Il 1.3.2020 un carico di 2.600 paia di occhiali protettivi, per un valore di 200.000 yuan (circa 28.690 dollari), prodotti da aziende locali e donati dall'associazione degli ottici di Wenzhou, è stato caricato su un aereo con destinazione Torino. Il 3.3.2020 l’Unione generale delle scuole cinesi in Italia ha donato alla Regione Lombardia 30.000 guanti monouso, 600 mascherine FFP3 e 400 tute protettive. Questi sono solo alcuni dei numerosi esempi della sensibilità e generosità della comunità cinese residente in Italia, che è parte integrante della nostra comunità e che ha dimostrato grande rispetto per la società italiana, praticando spontaneamente l'autoquarantena ed utilizzando le mascherine come prevenzione dei contagi già da Gennaio 2020, molto prima che venisse raccomandata nei provvedimenti del Governo Italiano e delle autorità regionali. Inoltre molti esercizi commerciali cinesi in Italia hanno chiuso per prevenire il diffondersi dei contagi, sacrificando così i propri guadagni economici. Molte altre imprese cinesi in Italia hanno altresì applicato fin da subito il telelavoro per tutelare la salute dei propri dipendenti e clienti.

Anche l'Europa dovrebbe fare la sua parte, concedendo più flessibilità di spesa agli Stati membri in questo momento di emergenza e attuando una vera strategia comune per fronteggiare le sfide poste in campo dal coronavirus. Ad esempio è stata proposta l'istituzione di un'agenzia europea per l'acquisto dei materiali sanitari sui mercati internazionali per fare fronte al crescente fabbisogno che presto riguarderà tutta l'Europa.

Infine, oltre all'aspetto sanitario, non bisogna sottovalutare le conseguenze economiche e sociali di questa emergenza. Il Governo italiano così come il Governo Cinese si sta già attivando per dare respiro alle famiglie ed alle imprese colpite da questa situazione. Auspichiamo che queste misure diventino sempre più incisive ed efficaci per assicurare che l'Italia e la Cina rilancino la loro immagine internazionale e ritornino alla normalità il prima possibile, ripartendo più forti di prima.

Come Associazione Silk Council ci stiamo impegnando in una campagna di sensibilizzazione mediatica e stiamo raccogliendo da altre associazioni e imprese cinesi, italiane ed internazionali segnalazioni di problematiche, istanze e proposte, da trasmettere alle istituzioni italiane, cinesi ed europee. Non esitate a scriverci suQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Nessun Governo nazionale può farcela da solo, bisogna quindi cooperare con leale collaborazione. Ogni individuo è chiamato ad agire responsabilmente per affrontare insieme questa sfida globale per uscirne vittoriosi più uniti e più forti di prima.

Forza Cina e Italia, restiamo uniti per vincere questa sfida globale.

Vi ringraziamo di cuore per il prezioso sostegno.

Avv. Lifang Dong

Presidente dell'Associazione Silk Council