In riferimento a quanto in oggetto, alla luce della nota prot. 450842 del 24 dicembre 2020 del Prefetto della Provincia di Roma, si rappresenta quanto segue, anche esprimendo disappunto per il mancato invito alla partecipazione dei Dirigenti Scolastici delle scuole superiori della provincia di Roma al tavolo di Coordinamento per il riavvio delle attività in presenza il 7 gennaio 2020:

  • l’adozione delle fasce orarie in entrata alle 8 e alle 10 determina la necessità di rimodulare completamente l’organizzazione delle lezioni e delle attività dei docenti, comportando particolari difficoltà, al limite dell’irrisolvibile, per quanto riguarda i numerosi docenti che lavorano su 2 o 3 scuole diverse;
  • l’entrata alle 10 causa inevitabilmente l’uscita tra le ore 16 e le 17 per gli istituti tecnici e professionali, con tutta una serie di conseguenze di impossibile soluzione (consumazione pasti senza la disponibilità di mense inesistenti nelle scuole superiori, rientro degli studenti al proprio domicilio non prima delle 18, annullamento dei tempi di studio e di vita personale degli studenti);
  • l’orario del personale della scuola va rimodulato completamente e ciò comporterà una distribuzione dalle 7,30 alle 19,00, con turnazioni su un’estensione quotidiana fissa di quasi 12 ore per il personale ATA (considerando per questi ultimi anche i tempi per l’igienizzazione profonda),
  • la disposizione di organizzare le attività didattiche il sabato crea notevoli problemi di riorganizzazione (dato anche i tempi ristretti in cui intervenire), così come quella di “costringere” su 5 giorni di lezione le scuole che sono organizzate su 6 giornate scolastiche.
  • l’entrata degli studenti nelle due fasce imposte genera sicuri assembramenti in tutte le situazioni in cui i mezzi di trasporto (specialmente extraurbani) effettuano un’unica corsa del mezzo necessario per raggiungere la scuola. Si evidenzia inoltre come le scuole non abbiano ancora ricevuto indicazioni orarie precise sulla pianificazione del servizio da parte delle aziende di trasporto pubblico, nonostante richieste avanzate da tempo da singoli istituti.

 

Inoltre si ritiene particolarmente importante evidenziare:

  • il diritto all’istruzione in salute e sicurezza degli studenti viene posto a livello secondario rispetto alle esigenze delle varie attività lavorative, il cui piano dettagliato ancora non risulta alle scuole;
  • lo spazio che la normativa nazionale riserva all’autonomia organizzativa delle scuole, gestita attraverso gli organi collegiali per le rispettive aree di competenza (Collegio docenti e Consiglio di Istituto) non è stato preso in attenta considerazione.

 

Pertanto risulta che nei prossimi giorni molti istituti della nostra provincia procederanno a comunicare all’USR Lazio le “concrete, oggettive, motivate esigenze” che rendono di difficile attuazione la completa rimodulazione dell’organizzazione scolastica secondo i requisiti indicati nell’ordinanza prefettizia.

 

Si confida nella disponibilità alla collaborazione da parte di tutte le istituzioni chiamate a coordinarsi in questo difficile momento, con l’obiettivo comune di garantire il prioritario diritto all’istruzione degli studenti.

 

Roma, 28 dicembre 2020

 

Mario Rusconi