Il presidente di CIDA ha rilasciato a Il Messaggero un' intervista nella quale esprime un sentimento comune a tutta la dirigenza pubblica e privata: abbassare per legge le retribuzioni dei dirigenti pubblici serve solo a ridurre l'efficienza dei servizi offerti ai cittadini.
 
 
Silvestre Bertolini (Cida): ridurre per legge gli stipendi dei dirigenti pubblici abbasserà l'efficienza
Francesco Bisozzi
Il Messaggero del 10-Aprile-2014
 
Compensi dei dei dirigenti pubblici nel mirino. Ma Silvestre Bertolini, presidente di CIDA, la confederazione sindacale che rappresenta dirigenti, quadri e professionisti del pubblico e del privato ad elevata qualificazione, noi ci sta. E prepara una controproposta da presentare a Renzi. A cui intanto manda un messaggio: «Sarebbe un errore mirare solo alla diminuzione delle remunerazioni dei manager perché questo non porterebbe alcun beneficio al Paese».

I tagli di Renzi rischiano di diventare un incubo per la categoria che rappresenta...

Diamo un parere generalmente positivo sul nuovo modo di fare politica attuato da questo Governo. Siamo a favore del decisionismo e della volontà di cambiare quelle regole del gioco che non sono più attuali e sicuramente non sono più in linea con le esigenze del Paese. Occorre però maggior coraggio nella diminuzione delle spese della macchina pubblica e della politica.

Ovvero?

E’ importante precisare che gli stipendi non sono una spesa, ma rappresentano una risorsa che valorizza una struttura organizzativa. Dirigenti che lavorano con successo e con risultati devono essere premiati e non penalizzati. Occorre attuare una vera politica retributiva, basata su meritocrazia e professionalità.

E il tetto?

L’idea di un tetto agli stipendi dei manager non è altro che un modo per assecondare il malcontento popolare. Ridurre “per legge” gli stipendi porterà alla demotivazione e conseguentemente e all’aumento di inefficienza.

Voi che alternativa proponete?

Per noi è quindi necessaria un’equiparazione fra pubblico e privato che parta dal processo di recruitment, passando per quello di stabilizzazione della retribuzione fino ad arrivare alla valutazione dei risultati. Siamo per dare a tutti la possibilità di migliori possibilità retributive in funzione di migliori performances. Ovviamente, questa valutazione sui risultati deve basarsi su elementi oggettivi. Gli obiettivi vanno concordati preventivamente e il loro effettivo conseguimento deve essere verificabile direttamente dal lavoratore. A fronte di tali requisiti, lo Stato dovrebbe contribuire con incentivi ed agevolazioni sia fiscali che contributivi estesi a tutte le categorie.

E poi?

L’analisi sulle retribuzioni medie per funzione svolta dovrà essere periodicamente aggiornata da società specializzate esterne, tenendo conto non solo del mercato nazionale, ma anche di quello dei principali paesi Europei, al fine di evitare anche che compensi troppo inferiori alla media nazionale o a quella europea comportino l’esodo di figure professionali di alto livello.