1. Il cuore è un cacciatore solitario è tra i primi 20 libri sui 100 selezionati dal  Modern Library. Ma chi è Carson McCullers?

È una delle più grandi scrittrici dei Southern States d'America. A soli 23 anni ha pubblicato Il cuore è un cacciatore solitario, che ha creato una sensazione nel mondo letterario degli Stati Uniti, ed è stato classificato tra i romanzi più belli di tutti i tempi.

La sua vita è segnata dalla tragedia. Nasce nel 1917 a Columbus, Georgia. La madre contribuisce alla sua precoce formazione adulta. Si dice che quando era incinta una chiromante le predisse che la creatura che aveva in grembo sarebbe diventata famosa.

Appassionata di Enrico Caruso sceglie il nome Carson, convinta che sarebbe diventata una grande musicista. Carson studia il pianoforte dall'età di 10 anni e sogna di diventare concertista. Ma a soli 15 anni una febbre reumatica la costringerà a letto per lunghi periodi. Comincia a bere, e soffre di depressione.  Viene colpita da ictus e, a 31 anni, da una paralisi del lato sinistro.

Nel '37 sposa James Reeves McCullers, da cui divorzia nel '40, per poi risposarlo cinque anni più tardi. Il loro sarà un legame distruttivo, che la porterà a tentare il suicidio. A Parigi, nel 1953, Reeves cerca di convincerla a suicidarsi insieme a lui ma, alla fine, sarà soltanto lui a morire. Lei non vorrà andare al suo funerale, né pagherà le spese. Muore nel 1967, all’età di 50 anni.

 

2. Qual è il tema principale del romanzo?

L'isolamento, la solitudine.

Il romanzodescrive una comunità di perdenti e sognatori che ruota attorno all'incisore sordomuto John Singer, e racconta il suo incontro con Mick Kelly, una giovane ragazza piena di talento e voglia di vivere. Come l’autrice, Mick si rifugia nella musica ribellandosi a un mondo fatto di pregiudizi e di razzismo.

Ognuno dei cinque personaggi principali si sente  profondamente solo. Tutti hanno un disperato bisogno di comunicare i propri sentimenti e si sforzano di uscire dal proprio isolamento. Mick Kelly non può comunicare con nessuno della sua famiglia, perché la sua intelligenza e ambizione non vengono comprese; Biff Brannon rimane solo quando la moglie muore; il dottor Copeland è alienato dalla famiglia e da altre persone di colore a causa della sua istruzione e così via.

 

3. Che cosa ha di speciale questo romanzo?

Il tema dell'incomunicabilità viene trattato con estrema abilità: prigioniero del silenzio, John Singer sa leggere le labbra e muove le sue mani da incisore con maestria ed eleganza; interlocutore sempre comprensivo e disponibile all'ascolto dei quattro protagonisti, emarginati e disadattati della piccola cittadina del Sud, diventa depositario delle loro angosce e proiezione della loro condizione di isolamento.  Ambientato in una piccola città nella Georgia degli anni Trenta, è il primo di una serie di opere di McCullers che danno voce a reietti, oppressi, dimenticati.

 

4. E' di questo aspetto che parli nell'articolo Since then he never spoke with his mouth again”. One sided communication in The Heart Is a Lonely Hunter?

Sì, l'articolo esplora il senso di solitudine che scaturisce dalla ricerca della propria identità nell'atto comunicativo ed è un'analisi della comunicazione e della necessità di contatto tra esseri umani.

Il sordomuto John Singer non può comunicare con la maggior parte del mondo, perché non può parlare, racchiude l'isolamento di tutti noi: l'ironia del contrasto tra il suo nome e il suo mutismo sottolinea l'ironia al centro di questo libro.

La ricerca dell'identità porta alla solitudine perché la consapevolezza del sé è realizzazione di separazione. “L'amore è il ponte che conduce dal senso dell'Io al Noi” dice Carson McCullers. E Il cuore è un cacciatore solitario si chiede, sia nel titolo che nello sviluppo dei rapporti tra i personaggi del romanzo, se tra persone vi è semplicemente un'illusione di contatto o se è veramente possibile stabilire un rapporto.

 

5. Sfogliando il romanzo si ha l'impressione che si tratti di una serie di racconti. E' così?

Ogni capitolo è imperniato su un personaggio. C'è stato un momento in cui l'editore propose a Carson McCullers di pubblicarlo come una raccolta di racconti separati, ma lei rifiutò dicendo che sarebbe stato come smembrarle il corpo. Di fatto il tessuto narrativo si sviluppa secondo un piano definito ed equilibrato che ricalca la struttura musicale della fuga. L'autrice stessa ha descritto il romanzo come tre parti della fuga e ha discusso come i “temi” e “temi contrappunto” del lavoro, essendo complementari, si esaltano l'un l'altro.

 

6. Esiste un adattamento cinematografico del 1968, con Alan Arkin e Sondra Locke. Quanto è fedele al testo originario?

E' di questo che parlo nell’articolo dal titolo “Our Father on the Chattahoochee River: Father and Children in the Film and the Novel”. È interessante vedere come il film – ambientato negli anni 60 e non più nel periodo cupo della Depressione – addolcisce il pessimismo del romanzo e ne tira fuori un messaggio di speranza e riconciliazione che McCullers non avrebbe riconosciuto come suo.

Il conflitto generazionale e le complicazioni dei rapporti genitori-figli del romanzo non sono solo il prodotto di solitudine e isolamento ma anche frutto di tensioni politiche e sociali, in particolare della povertà degli anni della Depressione, del razzismo e dei pregiudizi razziali. Ma il film fa dell'incomprensione tra genitori e figli il suo tema principale rimpiazzando la disperazione economica della Depressione e alterando il messaggio pessimistico del romanzo con uno di ottimismo e integrazione sociale.

 

7. Eppure gli anni '60 sono quelli del grande conflitto generazionale negli USA, della protesta contro la guerra in Vietnam, della musica rock, del Movimento per i diritti umani a favore dei neri del sud.

Le alterazioni decise dal film possono essere comprese nel contesto sociale delle due epoche: da una parte gli anni finali e più amari della Depressione e dall'altra la fine degli anni sessanta, quando i bambini relativamente benestanti di una generazione provata dalla guerra si ribellavano contro i valori conservatori dei loro genitori.

Il film evita riferimenti ai grandi temi sociali: nonostante sia uscito nel '68 non ci sono riferimenti alla guerra in Vietnam, né alla droga o neanche ad una qualsiasi forma di musica più recente di Mozart.

Ma probabilmente non si è voluto mettere in evidenza l'aspetto del conflitto sociale, per non mettere a rischio il successo commerciale del film.

 

 

Si riportano gli articoli in inglese.

 

“Since then he never spoke with his mouth again”. One sided communication in The Heart Is a Lonely Hunter.

 

Our Father on the Chattahoochee River: Father and Children in the Film and the Novel