To kill a mockingbird di Harper Lee

Intervista a Cinzia Cetraro a cura di Daniela Giovannini

 

  1. Da quando è stato pubblicato, nel 1960, Il buio oltre la siepe ha avuto un immediato successo, guadagnando all'autrice, Harper Lee, il premio Pulitzer. Come si spiega questo successo che ha portato il romanzo a diventare un caposaldo del curricolo scolastico americano, quasi come I Promessi Sposi in Italia?

Pubblicato nel periodo della lotta per i diritti civili, è una denuncia del razzismo, dà voce ad una generazione che rappresenta l'era della Grande Depressione e delle leggi Jim Crow che servirono a creare e mantenere la segregazione razziale in tutti i servizi pubblici, istituendo per i neri americani lo status di "separati ma uguali".

Al tempo stesso è un classico racconto sulla perdita dell’innocenza, e un'esplorazione

della natura umana che presenta temi quali l'uguaglianza, la libertà individuale contro la censura, il rapporto tra il proprio codice morale e la giustizia politica.

 

  1. In che modo viene presentata la denuncia del razzismo?

E' ambientato in una cittadina dell'Alabama negli anni trenta del Novecento e racconta la vicenda di Tom Robinson, giovane di colore, ingiustamente accusato di violenza sessuale nei confronti di una ragazza bianca. Atticus Finch, avvocato bianco dai saldi principi morali e antirazzista, viene incaricato della difesa e, per questo viene disprezzato dai bianchi. Sua figlia non ha percezione del razzismo e per spiegarle l'astio dei vicini nei suoi confronti, le trasmette la sua grande capacità di empatia:

First of all” dice a Scout, “ if you learn a simple trick, Scout, you'll get along better with all kinds of folks. You never really understand a person until you consider things from his point of view, … until you climb into his skin and walk around in it.”

Il libro propone  un messaggio liberale di tolleranza e di buon vicinato verso i neri basato però su un'eccessiva semplificazione del loro mondo sacrificato al buonismo.

 

  1.  Ma questo non è un limite del libro che lo rende poco attuale?

No, perché la complessità che non viene riconosciuta al mondo dei neri è trasposta al mondo dei bianchi e, il problema razziale, cui viene data una soluzione ottimista e semplicistica nella vicenda di Tom Robinson, viene espresso in maniera simbolica attraverso la  storia di Boo Radley, con un messaggio che è molto più ambiguo e pessimista.

 

  1. Una curiosità sul titolo. To kill a Mockingbird  è il titolo originale ma come si arriva all’italiano Il buio oltre la siepe?

Il titolo in italiano riprende una frase della protagonista Scout  riferita a Boo Radley. “Il buio oltre la siepe” è una metafora dell'ignoto che fa paura proprio perché sconosciuto, pur essendo vicino.

 

  1. E ‘mockingbird’ si può tradurre con usignolo?

Non proprio. Il “mockingbird” del titolo originale  è il tordo sassello detto anche mimo poliglotta per la sua straordinaria abilità nel riprodurre suoni di altri uccelli, rane e insetti.

Non interferisce mai con la vita dell’uomo, non si nutre di granaglie ma di insetti, vermi e larve, è assolutamente innocuo ed emette un canto delizioso.

Come dice Miss Maudie: Mockingbirds don't do one thing but make music for us to enjoy... and sing their hearts out for us. That's why it's a sin to kill a mockingbird.

E' una delle metafore chiavi del libro: l'idea che i “mockingbirds” sono come le persone buone, innocenti che vengono distrutte dal male, come nel caso della morte di Tom Robinson, inutile e ingiusta. E in un mondo così, dove regnano ipocrisia, ingiustizia e razzismo, Scout comprende la ragione per cui Boo Radley è più a suo agio nel buio, nell'isolamento della sua reclusione.

 

    6. Quale aspetto hai trovato più interessante nella lettura del romanzo?

Avevo in mente un saggio di Toni Morrison Playing in the Dark, in cui l'autrice sostiene che gli autori bianchi, anche con le migliori intenzioni, nel descrivere il mondo dei neri, finiscono quasi sempre per tradire una forma di razzismo inconsapevole.

Attraverso l'analisi dell'ambientazione e del punto di vista in To Kill a Mockingbird, traspare come quella che nelle intenzioni dell'autrice doveva essere una protesta contro il razzismo ritrae invece un mondo dei neri alquanto irreale.

 

Si riporta l'articolo in inglese:

More comfortable in the dark”: Conflicting Moral Schemes in To Kill a Mockingbird