[dal sito http://www.corriereuniv.it]

Economia, lavoro e formazione: quali strategie?

Si è concluso ieri all’Università Roma Tre il XXVII congresso ASPEI, incentrato sulle problematiche e sulle nuove prospettive in termini educazione e formazione al lavoro. Criticità e prospettive, passaggio da un’economia di scalo a una di mobilità, analisi ravvicinata dei rischi di una “crescita senza occupazione”. Sono stati tanti i temi messi a fuoco durante le conferenze e i lavori di gruppo, cui hanno partecipato anche numerosi studenti del Dipartimento. Tra i dati più interessanti, partendo proprio dal sistema Italia, quelli relativi all’occupazione: in Emilia Romagna e in Alto Adige, ad esempio, siamo ad una media di occupati del 72 %, contro il 55 % degli occupati al Sud. La media UE è del 64,3 %, e in certe zone d’Italia, come abbiamo visto, siamo ancora molto lontani dai numeri necessari. Dato ancora più interessante è l’analisi dei segmenti dal punto di vista contenutistico: al Sud, ancora, si nota che tra gli occupati il numero minore riguarda proprio i giovani e le donne. “Senza queste due categorie non ci sarà mai sviluppo, crescita e innovazione” – ci tiene a precisare il professor Antonio Cocozza, preside del Dipartimento di Scienze della Formazione. “Creare occupazione diventa così un obbligo morale, una sfida etica e culturale”. A questi dati, ovviamente, va aggiunta un’età media molto elevata per quanto riguarda l’Italia. Ma non finisce qui. La Cina, ad esempio, investe l’8 % del PIL in ricerca e innovazione. L’Italia è ferma solo allo 0,9 %. Questo significa che in futuro ci troveremo senza dubbio indietro rispetto a Paesi che investono in questi settori. Come uscire, quindi, da una situazione simile, passando per un vero e proprio rilancio del sistema culturale e universitario italiano. Sono 7 i passaggi fondamentali illustrati ancora da Cocozza: Più dialogo tra Scuola e Università Più progetti contro la dispersione scolastica Un piano di formazione dei docenti Una politica di orientamento permanente L’obbligo di stage e tirocini davvero coordinati con il percorso di studi Investire sulle nuove tecnologie e favorire le start up Nuova politica di gestione dei fondi interprofessionali, attraverso una vera e propria visione sistemica della formazione Prima di concludere anche una battuta sulla “Garanzia Giovani”, che ad oggi non vede ancora sviluppato un percorso chiaro e preciso da parte del nostro Paese. “Sono impegni e obblighi difficili da rispettare per l’Italia, ma solo attraverso un vero investimento nell’istruzione potremo davvero pensare di crescere e ripartire”.