L'organizzazione dell'inclusione scolastica a livello di istituzione scolastica.

Il concetto di inclusione nella scuola italiana è sostanzialmente recente, essendo stato preceduto da termini più specifici, come inserimento prima e integrazione poi. Il passaggio non ha comportato solo una modifica lessicale ma una trasformazione della visione educativa che impegnava la scuola prima in un “inserimento” fisico in presenza, per passare poi ad una “integrazione” degli alunni disabili nel gruppo classe fino ad arrivare al termine “inclusione”, che comporta la scelta di una strategia educativa finalizzata alla partecipazione e al compiuto coinvolgimento dei bambini e delle bambine, degli alunni e delle alunne, degli studenti e delle studentesse, portatori tutti di un bisogno educativo che è speciale, in quanto unico, storico, personale e irripetibile.

L’obiettivo è quello di mettere al centro della scuola la diversità come valore, come specifica occasione di crescita sostenuta dall’interazione di una persona con un contesto di analisi che è bio-psico-sociale secondo la prospettiva dell’International Classification of Functioning, Disability and Health for Children and Youth e non solo con una prospettiva solo medico-diagnostico. Da questa convinzione tipica della pedagogia speciale è derivata la necessità di dare sostanza ad una cornice normativa utile a sostenere i processi di inclusione, cornice che troviamo solida e sicura nella legge 104/1992 che ha definito ruoli, funzioni, composizione dei diversi Gruppi di lavoro.

Il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (GLI) nasce appunto con la Legge 104/1992, che all’art. 15 ne dispone l’istituzione, che viene confermata dall’articolo 317 c. 2 del DPR 297/1994, dove i gruppi di lavoro vengono definiti come “gruppi di studio e di lavoro composti da docenti, operatori dei servizi, familiari e studenti con il compito di collaborare alle iniziative educative e di integrazione predisposte dal piano educativo.”

Con la Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 e la successiva C.N. n.8/2013 “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”, la funzione del gruppo di lavoro per l’inclusione viene estesa a tutte le problematiche relative ad alunni/e con Bisogni educativi speciali (BES).

È poi l’art. 9 c. 8 del DL 66/2017 su “Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell'art.1, cc. 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107”, a definire ulteriormente la composizione, le funzioni e il ruolo del GLI.

Il GLI è presente oggi in ogni Istituzione scolastica e provvede alla programmazione generale dell’inclusione nella scuola ed ha il compito di collaborare alle iniziative educative e di integrazione previste per tutti gli alunni con Bisogni Educativi Speciali.

Il GLI è dunque composto da docenti curricolari, docenti di sostegno e, eventualmente da personale ATA; ne fanno altresì parte gli specialisti della Azienda sanitaria locale del territorio di riferimento dell'istituzione scolastica; nel momento in cui si dovrà procedere alla definizione e all’attuazione del Piano di inclusione, il GLI si avvarrà della consulenza e del supporto degli studenti, dei genitori e delle associazioni operanti nel territorio.

Il GLI ha inoltre il compito di supportare il collegio dei docenti nonché i docenti contitolari e i consigli di classe, oltre che nell’elaborazione del Piano annuale, anche nell'attuazione dei Piani Educativi Individuali, collaborando a tal fine con le istituzioni pubbliche e le associazioni presenti sul territorio, in grado di rappresentare con efficacia i diritti diffusi delle persone disabili.

La rilevanza di questa composizione è data dal fatto che concretizza e sostanzia il principio della corresponsabilità educativa dell’intera comunità educante: scuola, famiglia e società; molto interessante anche il fatto che la norma non determini il numero dei componenti del GLI, proprio perché le singole istituzioni autonome possono vivere e organizzarsi in contesti sociali, culturali, territoriali molto diversi e la rappresentanza delle diverse tipologie di personale dipenderà ovviamente sia dallo specifico funzionigramma dell’istituto, sia dalla sua composizione quanto a ordini di scuola presenti  e indirizzi specifici nei quali si articola il curricolo. Per quanto attiene la componente docente potrebbero ad esempio far parte del GLI, il docente funzione strumentale, il docente referente per l’inclusione, un docente di sostegno rappresentativo di ogni ordine di scuola o indirizzo presenti nell’istituzione scolastica, il docente di sostegno tutor dei docenti di sostegno neo-assunti. La specifica situazione sosterrà e motiverà le scelte che il Dirigente scolastico effettuerà sentito il Collegio dei docenti nella sua interezza.

Il D. Lgs. Del 7 agosto 2019, n. 96, “Disposizioni integrative  e  correttive  al  decreto  legislativo  13 aprile 2017, n. 66, recante: «Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma  dell'articolo  1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107”, precisa che, in sede di definizione dell'utilizzazione delle risorse complessive destinate all'istituzione scolastica ai fini dell'assistenza di competenza degli enti locali, alle riunioni del GLI partecipi un rappresentante dell'ente territoriale competente”; per realizzare compiutamente il Piano di inclusione e il PEI, il GLI collabora anche con il Gruppo di Inclusione Territoriale (GIT) al momento tuttavia non ancora operativo. 

Il Dirigente scolastico, nell’ambito del suo ruolo di indirizzo e di coordinamento, nomina e presiede il GLI, esplicando perciò una funzione essenziale nel garantire la costituzione e la regolarità funzionale e formale del gruppo, assicurando nel contempo la realizzazione della visione inclusiva della scuola che deve riuscire ad essere realmente accogliente per rispondere ai bisogni educativi speciali di tutti e di ciascuno.

Il GLI svolge in conclusione sia funzioni organizzative che progettuali  impegnandosi da una parte nell’analisi della situazione complessiva dell’istituto quanto ad esigenze rilevate, risorse richieste, assegnate e utilizzate, dall’altra a collaborare con il Dirigente scolastico e il Collegio dei docenti quanto al mantenimento di positivi rapporti interistituzionali, ad ipotesi di aggiornamento e formazione del personale, a percorsi di supporto alla genitorialità consapevole, a diffondere e sostenere un’idea di scuola che sappia riconoscere le differenze per accoglierle e valorizzarle.

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