Un piccolo viaggio tra contratti nazionali e regionali per capire com'è fatta la nostra retribuzione

La domanda delle domande: quanto prende di stipendio un preside? E poi perché quel mio collega prende la RIA e io no? E cos'è poi la RIA? In questo articolo cerchiamo di fornire alcune risposte perché l'argomento ci riguarda tutti da vicino.

La retribuzione dei dirigenti è determinata sulla base di contratti collettivi nazionali di lavoro. Una parte di essa è fissata in sede di contrattazione collettiva nazionale, mentre una seconda parte è contrattata a livello regionale. L’ultimo accordo nazionale è il Contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale dell’area istruzione e ricerca triennio 2016-2018 firmato l’8 luglio 2019 e di seguito sarà indicato semplicemente con CCNL. È in questo contratto che è stabilita la struttura complessiva della retribuzione.

In questo articolo ci occupiamo solo della situazione del Lazio riservandoci di fare un prospetto più completo in altro articolo.

La prima cosa da capire è che nella carriera dei dirigenti scolastici non c’è progressione economica legata all’anzianità di servizio: un anno di servizio sulle spalle o venti non fa differenza.

Tre sono le parti che compongono la retribuzione dei dirigenti in servizio:

  • stipendio tabellare;
  • retribuzione di posizione;
  • retribuzione di risultato.

Per alcuni dirigenti, in particolari posizioni giuridiche possono aggiungersi altre voci.

Analizziamo in questo articolo le varie parti.

Stipendio tabellare

La prima parte è la più consistente. Indicata con il nome di Stipendio tabellare, così come definita nell’art. 39 del CCNL, ed è pari a € 45.260,73 che ripartita in 13 mensilità corrisponde ai € 3.451,59 mensili. per tutti i dirigenti.

Da notare che lo stipendio tabellare per gli altri dirigenti dell’area istruzione e ricerca è lo stesso dei dirigenti scolastici. È cosa non da poco aver raggiunto, con CCNL precedenti, l’uniformità all’interno dell’area di contrattazione essendo partiti con ben altra situazione che un tempo vedeva penalizzati i dirigenti scolastici.

Retribuzione di posizione

La retribuzione di posizione dà luogo a due distinte voci, molto diverse fra loro, identificate rispettivamente come retribuzione di posizione parte fissa e parte variabile. Entrambe sono percepite mensilmente.

Parte fissa

La retribuzione di posizione parte fissa (semplicemente PF) è uguale per tutti i dirigenti. Il suo ammontare annuo è di € 12.565,11 pari a € 966.55 per ciascuna delle 13 mensilità, come stabilito direttamente nel CCNL nello stesso art. 39 in cui è stabilito l’ammontare dello stipendio tabellare.

Parte variabile

L’ammontare della retribuzione di posizione parte variabile è determinato dalla contrattazione integrativa regionale sulla base di quanto stabilito dal CCNL. Mentre lo stipendio tabellare e la retribuzione di posizione parte fissa sono cifre certe, fisse e continuative, finanziate direttamente con il bilancio dello stato per quanto attiene al tabellare e con il FUN per la posizione di parte fissa, la retribuzione di posizione parte variabile e la retribuzione di risultato sono definite, fino all’A.S. 2018/2019, dalla contrattazione collettiva integrativa contrattare a livello regionale e sono finanziate attraverso il Fondo Unico Nazionale che negli ultimi anni è stato al centro di una intricata vicenda che ha coinvolto il Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso l’Ufficio Centrale di Bilancio, gli Uffici Scolastici Regionali per la parte pubblica e le organizzazioni sindacali in rappresentanza dei dirigenti e fra esse l’ANP, oltre ovviamente al Ministero dell’istruzione.

L’ultimo contratto integrativo regionale nel Lazio è relativo all’A.S. 2016-17 ed è stato firmato il 18 gennaio 2018. In questo CIR è stata definita la retribuzione di posizione parte variabile che dipende dalla fascia di complessità attribuita alla scuola diretta. Le cifre vigenti sono date secondo la tabella seguente:

  1. € 14.893,34 annui pari a € 1.145,64 mensili per le scuole di prima fascia;
  2. € 12.541,76 annui pari a € 964,75 mensili per le scuole di seconda fascia;
  3. € 10.190,18 annui pari a € 783,36 mensili per le scuole di terza fascia.

Ricordiamo che nel Lazio le fasce di complessità delle istituzioni scolastiche sono tre e le mensilità sono tredici (non dodici).

Retribuzione di risultato

L’ultimo contratto integrativo regionale nel Lazio è stato firmato il 18 gennaio 2018. In questo CIR è stata definita la retribuzione di risultato, poi integrata da un ulteriore e successivo contratto integrativo regionale valido per lo stesso asso scolastico 2016/17 firmato il 26 luglio 2018. Come previsto dal CCNL, la retribuzione di risultato è erogata in un’unica soluzione.

Le somme sono state pagate nel corso del 2018 e da allora la situazione è ferma e i dirigenti del Lazio non hanno più percepito la retribuzione di risultato. I contratti integrativi regionali non sono stati firmati né sono stati emanati atti unilaterali. Attualmente è avviata (ma non conclusa) la contrattazione integrativa per l’A.S. 2017/18 mentre per quelli successivi non è ancora iniziate.

Per l’A.S. 2016/17 le cifre percepite sono state pari a circa € 3.400 della prima fascia, € 3.000 per la seconda e € 2.000 della terza.

Altri assegni

Oltre a queste quattro voci (tabellare, posizione parte fissa e parte variabile, risultato) possono essere presenti altre voci previste per dirigenti in particolari situazioni giuridiche. Le affrontiamo nel seguito dell’articolo.

Indennità di vacanza contrattuale
Strumento di tutela retributiva per i dipendenti pubblici previsto dall’art. 47-bis del Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 viene erogata nel caso in cui il contratto collettivo nazionale sia scaduto senza rinnovo il cui importo è definito dalla legge di bilancio.

L’ultimo CCNL valido per i dirigenti scolastici è scaduto il 31 dicembre 2018 quindi ogni dirigente in servizio ha diritto a percepire questo assegno.

L’ultimo ritocco alle cifre è inserito nell’art. 1, c. 440 della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 ed è previsto per lo 0,70% dello stipendio tabellare e per i dirigenti ammonta quindi a € 316,83 annui pari a € 24,37 mensili per tredici mensilità.

RIA

Ai dirigenti scolastici che erano già in servizio prima del 2001 viene corrisposta un’ulteriore somma denominata Retribuzione Individuale di Anzianità (RIA) che determinata in base dell’anzianità maturata nella precedente carriera direttiva.

L’ammontare della RIA dipende dalla carriera del singolo dirigente ma, una volta determinata, essa rimane fissa per l’intera carriera del dirigente.

Assegni ad personam

I presidi incaricati, che ormai credo non esistano più, percepivano un assegno ad personam riassorbibile determinato in base all’anzianità di servizio nella carriera precedente, sostitutivo dell’indennità di funzioni superiori, abolita con l’introduzione della dirigenza scolastica. Le cifre erano approssimativamente comprese tra i € 50 e i € 700.

Infine

Tutte le cifre citate vanno intese come Lordo dipendente e quindi soggette, a vario titolo, a ritenute previdenziali e fiscali per arrivare alla cifra netta effettivamente percepita che è considerevolmente più bassa.

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