L'ora della mensa è un'ora didattica e ha il suo carico di responsabilità per un dirigente.

Dal mese di marzo 2020 la gestione degli istituti scolastici è particolarmente complessa in termini di riorganizzazione degli spazi per l’applicazione dei protocolli di gestione e prevenzione della pandemia.

Una delle criticità maggiori che le scuole, in particolare del primo ciclo, hanno dovuto affrontare nel corrente anno scolastico, è stata la refezione scolastica che, soprattutto per i più piccoli ha un alto valore educativo e sociale; e non solo, in diversi casi rappresenta anche l'unico luogo in cui molti bambini riescono a ricevere un pasto completo.

Diverse sono le scuole che hanno dovuto riconvertire i refettori in spazi didattici per accogliere gruppi di alunni; in questo caso è stato organizzato il cosiddetto lunch-box in aula che, se in un primo momento ha entusiasmato docenti e studenti, ha subito messo in luce le criticità legate alle procedure di aerazione e sanificazione degli ambienti e degli arredi utilizzati prima e dopo il consumo del pasto.

Le scuole che sono riuscite a mantenere il locale mensa, hanno comunque dovuto aumentare i turni dei pasti per rispettare il distanziamento di 1 metro tra gli alunni nel delicato momento in cui ci si deve abbassare la mascherina: in molti casi l’ultimo turno inizia ben oltre le 14.30.

A complicare il già difficile quadro organizzativo, è arrivata poche settimane fa la nuova indicazione dell’Istituto Superiore di Sanità che ritiene opportuno prevedere 2 metri di distanziamento tra gli alunni quando abbassano la mascherina, quindi momento della mensa e della merenda. I Dirigenti scolastici, che hanno ricevuto dai rispettivi RSPP l’aggiornamento al DVR che recepisce le nuove indicazioni, hanno dovuto “riprendere il metro” per tentare una nuova riorganizzazione degli spazi. Tuttavia nella maggior parte dei casi, non sarà possibile apportare ulteriori modifiche ma solo prevedere controlli più rigorosi circa l’applicazione delle procedure già in vigore. 

Tutto ciò per mantenere intatto il valore altamente formativo del momento del consumo del pasto a scuola coniugando l’acquisizione di corrette abitudini alimentari con l’aspetto sanitario.

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