La perequazione è la rivalutazione annuale dell'importo delle pensioni, introdotta per adeguarne il valore al costo della vita e proteggere il potere d'acquisto dei pensionati dall'inflazione.

Il meccanismo viene applicato ogni anno in via provvisoria sulla base dell'indice Istat rilevato nei primi nove mesi dell'anno in corso, salvo poi effettuare il conguaglio a consuntivo nell'anno successivo sulla base dell'indice definitivo.

Ipotizzando un indice di inflazione fissato al 2,9%, l'adeguamento si applicherà alle pensioni erogate dal 1° gennaio 2027, con l'eventuale conguaglio dal 1° gennaio 2028. Non è previsto invece alcun conguaglio per il 2025, poiché l'Istat ha confermato il tasso d'aumento dell'1,4% già applicato a partire dal 1° gennaio 2026.

La rivalutazione non viene applicata in misura identica a tutti i trattamenti, ma varia per scaglioni progressivi in base all'importo lordo dell'assegno.

Con un'inflazione del 2,9%, gli aumenti mensili lordi a partire dal 1° gennaio 2027 saranno così distribuiti:

  • Assegno di 1.000 € lordi: +29,00 € al mese (+377,00 € annui su 13 mensilità).
  • Assegno di 2.000 € lordi: +58,00 € al mese (+754,00 € annui su 13 mensilità).
  • Assegno di 2.500 € lordi: rivalutazione piena (100%) fino alla soglia di 2.447,40 € (+70,97 €) e al 90% sulla quota eccedente di 52,60 € (+1,37 €), per un totale di circa +72,34 € al mese (+940,42 € annui).
  • Assegno di 3.000 € lordi: circa +85,40 € al mese (+1.110,02 € annui).
  • Assegno di 4.000 € lordi: circa +107,40 € al mese (+1.396,20 € annui).